Sebbene l’Alluminio e le sue leghe in
generale mostrino un buon comportamento nei confronti della corrosione, sovente
si verificano problemi di corrosione localizzata e molto specifica, e si rivela
di primaria importanza capire i fattori che contribuiscono a queste forme di
corrosione.
Due sono i principali fattori che
influenzano il comportamento dell’Alluminio: il tipo di aggressività ambientale
e lo stato metallurgico/chimico. Le atmosfere ambientali vengono solitamente
classificate in rurali, industriali, marine, a seconda in sostanza del grado di
inquinamento o per la tipica presenza di cloruri.
Dal punto di vista chimico, solo l’aggiunta
di elementi alliganti come Rame, Ferro o Silicio ha un marcato effetto sulla
resistenza alla corrosione. L’effetto di questi metalli è simile ma si
manifesta in vari modi:
Ø
Corrosione
per Pitting
E’ la
morfologia di corrosione più comune per l’Alluminio negli ambienti sia naturali
sia industriali; è caratterizzata della comparsa di piccoli fori superficiali,
sede dei processi anodici di corrosione, con disposizione geometrica
generalmente casuale, anche se tuttavia stati di stress locali o particolari
microstrutture – anche dovute a processi di saldatura - divengono siti
preferenziali per la nucleazione dei pits. Inoltre, in relazione alle
caratteristiche dell’elettrolita nel quale è immerso il metallo, i processi
corrosivi hanno luogo in modalità diverse. In condizioni di scarsa aerazione,
con fluidi quasi fermi, prevale il meccanismo di formazione di composti basici,
quindi di depositi incrostanti che sovente limitano l’avanzare del fenomeno
corrosivo; al contrario in condizioni d’elevato ricambio di elettrolita, le
condizioni ambientali rimarranno a carattere acido, con continua stimolazione
del processo. Questo meccanismo di cella occlusa interviene anche in altre
morfologie di corrosione.
Ø
Corrosione
Intergranulare
Con
questo termine di identifica un processo corrosivo che si instaura lungo i
bordi grano e nelle zone immediatamente limitrofe ad essi. E’ il risultato
della segregazione e precipitazione degli elementi alliganti
che determinano uno stato di instabilità
elettrochimica puntuale. La maggior parte delle leghe da trattamento termico è
suscettibile di corrosione intergranulare ma l’estensione del processo non pone
normalmente particolari limiti pratici. Piuttosto l’instaurarsi di tale
fenomeno con modalità marcate è spesso sintomo di trattamenti termici
inadeguati o scorretti. Ad esempio la serie 2xxx - leghe Al-Cu - è
particolarmente suscettibile a tale fenomeno, dovuto al carattere fortemente
anodico delle zone piu’ povere in Cu, nel caso in cui il trattamento termico
non abbia prodotto una solubilizzazione omogenea degli elementi alliganti.
Ø
Corrosione Filiforme
Questa
modalità di attacco di manifesta al di sotto della superficie di strati
superficiali di vernici, placcature o
zincature. La corrosione avanza sotto pelle con morfologia vermicolare in
seguito alla formazione del tipico meccanismo corrosivo della cella occlusa.
Particolarmente suscettibili a questo tipo di corrosione sono i rivestimenti
permeabili all’umidità. Anche se il substrato metallico risente molto poco di
questo tipo di attacco, l’apparenza estetica del manufatto risulta ampiamente insoddisfacente,
soprattutto quando l’Alluminio viene usato come materiale di rivestimento.
Ø
Corrosione
Interstiziale
Questa
fenomenologia di corrosione si manifesta
quando le condizioni di progettazione o di montaggio
comportano la formazione di interstizi tra due parti di Alluminio o tra
Alluminio e altri materiali, creando così le condizioni per la formazione di
una cella elettrolitica dovuta a ristagno di elettroliti e quindi condizioni di
aerazione differenziata. Può avere effetti molto marcati, essendo un processo
spesso autostimolante, e portare in breve tempo alla completa dissoluzione del
metallo nelle zone circostanti l’interstizio. Inoltre l’accoppiamento tra
Alluminio e un altro metallo può aggravare le condizioni aggiungendo in più il
fattore della corrosione galvanica.
Ø
Corrosione
Galvanica
E’
dovuta alla differenza di nobiltà che due metalli possiedono in virtù della
loro diversa struttura elettronica esterna, in particolare al diverso livello
energetico del livello di Fermi. Quando due metalli diversi vengono in contatto
si instaura una differenza di potenziale in grado di alimentare un circuito
elettrico composto dai due metalli e dall’elettrolita. Questa circolazione di
elettroni comporta la dissoluzione preferenziale dell’elemento meno
nobile. Tenendo sempre conto che la
corrosione dipende fortemente dall’ambiente, si è riscontrato che solo
l’accoppiamento Alluminio-Rame e Alluminio-Grafite ha un importante effetto sul
comportamento galvanico dell’Alluminio. Piombo, Acciaio Inossidabile, Titanio e
Stagno hanno un effetto marcato solo in ambienti molto aggressivi (marini o
acidi).
Ø
Cavitazione
ed Erosione-Corrosione
In
entrambe si manifesta un forte contributo meccanico al fenomeno corrosivo, dovuto,
nel primo caso, all’implosione di innumerevoli e minuscole bolle di vapore – si
solito vapor d’acqua - che si formano nei punti dove la pressione del fluido
diventa, a seguito di forti gradienti della velocità, minore della pressione di
vapore del fluido a quella temperatura; nel secondo caso l’azione meccanica è
puramente di abrasione dovuta alle alte velocità di scorrimento dei liquidi.
Infatti, al di sopra di certe velocità di deflusso – per l’Alluminio intorno ai
10 m/s - il liquido può esercitare elevate pressioni tali da rimuovere
fisicamente lo strato ossidato superficiale e promuovere così l’instaurarsi di
zone anodiche sulla superficie del metallo esposto.
Ø
Ambienti
chimici aggressivi
Per
distinguere l’aggressività chimica di diversi ambienti, questi vengono
confrontati in relazione al loro pH: gli ambienti naturali a pH neutro, e gli
ambienti chimici aggressivi con pH decisamente acido o basico; questa
distinzione dà perciò riscontro delle diverse modalità di attacco. Infatti, a
causa della natura anfotera dell’Alluminio, il film di passività è solubile a
temperatura ambiente a pH inferiori a 3 o superiori a 9. In conseguenza di
questo fatto si avrà una corrosione generalizzata con velocità di propagazione
pressoché costante; in tal modo sarà possibile prevedere con sufficiente
precisione le tappe di sostituzione programmata di determinati manufatti.
Per la maggior parte delle applicazioni
comuni, l’Alluminio può essere usato senza particolari precauzioni, esempi della
sua eccellente resistenza agli agenti atmosferici sono il suo utilizzo in
edilizia, sia come materiale strutturale sia decorativo, nel settore dei
trasporti in aerei, navi e treni. Tuttavia, per assicurare la massima
resistenza alla corrosione possibile, nei casi in cui si potessero verificare
condizioni adatte all’instaurarsi di processi corrosivi, è importante
soprattutto un’adeguata progettazione. Saranno perciò di particolare
importanza:
Ø
Corretta scelta della
lega in relazione all’ambiente e alle condizioni di servizio, con particolare
attenzione e controlli sulla composizione chimica.
Ø
Scelta e
controllo dei processi di fabbricazione.
Ø
Progettazione
accurata per evitare la realizzazione di geometrie pericolose (interstizi o
accoppiamenti galvanici).
In secondo luogo si prenderanno in esame –
se ritenuti necessari – diversi trattamenti di protezione, di varia natura ed
efficacia.
Ø
Protezione
con sistemi catodici
La protezione catodica può essere ottenuta
instaurando una connessione diretta tra l’Alluminio e un altro metallo a minor
nobiltà. La protezione mediante rivestimento di metalli meno nobili è stata
utilizzata spesso in passato: sia in campo aeronautico (rivestimenti di Al-Zn
su strutture in Al-Cu durante la prima e seconda guerra mondiale), sia in
ambito civile, ad esempio su tubazioni in Al-Mn protette con rivestimenti in
Al-Zn
La protezione mediante anodi sacrificali
viene di solito utilizzata per le parti a diretto contatto con acqua marina
mediante l’applicazione di porzioni di lega Al-Zn e Al-Hg, spesso addizionate
di Piombo, Indio o Stronzio, con comportamento anodico nei confronti della
struttura da proteggere. La disposizione di questi anodi deve essere scelta con
accuratezza per assicurare la migliore copertura del manufatto.
Alternativamente è possibile applicare alla
struttura determinate correnti elettriche impresse dall’esterno, con lo scopo
di evitare l’impoverimento elettronico negli strati superficiali
dell’Alluminio.
Ø
Spray
metallico
Il funzionamento di questo metodo è analogo
al rivestimento, e consiste nello spruzzo generalmente di Zinco metallico sulla
superficie. L’adesione dello spray è generalmente buona, purché la superficie
del manufatto sia stata adeguatamente preparata. Tuttavia la resistenza
meccanica di tale strato è scarsa e perciò è spesso soggetto a rotture e
abrasioni meccaniche, con graduale perdita di efficienza.
Ø
Sigillanti
Sono spesso utilizzati per prevenire la
corrosione interstiziale, nei casi in cui risulti molto difficile prevenirla.
Sono costituiti da miscele di composti organici ed inorganici che hanno l’unica
funzione di evitare il contatto dell’Alluminio con l’umidità. Possono anche
essere caricati con ioni specifici, come lo ione cromato, che manifesta un effetto
di inibizione della corrosione. Sono usati ad esempio nei cavi elettrici
sospesi, dove si deve evitare che tra gli interstizi esistenti tra i numerosi
trefoli si condensi umidità. Tra i sigillanti più usati si ricordano schiume in
poliuretano, gomma butile, neoprene, e fibre naturali o sintetiche ingrassate.
Ø
Inibitori
Vengono aggiunti ai primers, a soluzioni
per la pulizia superficiale e nei trattamenti chimici, con la funzione di stabilizzare
l’interfaccia tra il metallo e l’ambiente chimico circostante in modo da
permettere un decorso quanto più uniforme della reazione, ma anche, con
opportune formulazioni, di inibire il processo corrosivo. Generalmente sono a
base di cromati, borati ma anche silicati e fluorosilicati.
Ø
Trattamenti
di finitura
Ricoprimento chimico: sottili strati di
ossido, fosfato o cromato, per applicazioni leggere, o come base per
l’applicazione di vernici o altri rivestimenti organici
Ossidazione anodica: si tratta di
un’ossidazione prodotta artificialmente, con un ampio range di spessori,
protezione alla corrosione, colore, durezza e finitura superficiale, usati per
ottenere la massima protezione possibile.
Trattamento con vernici organiche:
presentano una vasta gamma di tipologie, colore e finitura superficiale, con
discrete proprietà funzionali e protezione alla corrosione.

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