Riserve |
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Il manganese è il dodicesimo elemento più abbondante nella crosta terrestre. Ciò nonostante si trova soltanto raramente in concentrazioni sufficientemente grandi per formare un giacimento. Tra circa 300 minerali contenenti manganese, solo una dozzina sono di interesse minerario. Stime attuali delle riserve mondiali di manganese, includenti giacimenti a basso tenore, raggiungono parecchi miliardi di tonnellate. Ma solo i giacimenti ad alto tenore (cioè quelli il cui contenuto di manganese è superiore al 44%) sono considerati veri e propri giacimenti e forniscono circa 680 milioni di tonnellate di minerale. Essi sono situati essenzialmente nel mondo occidentale con Australia, Brasile, Gabon e Sud Africa che coprono circa il 90% del mercato internazionale. Ghana e India, entrambi grandi fornitori del mondo occidentale in passato, ora esportano solo quantità limitate di minerale a medio o basso tenore. Il minerale estratto in Messico è impiegato per la maggior parte per uso interno,ma in parte viene esportato come noduli di manganese. |
La Comunità degli Stati Indipendenti, che come Unione Sovietica era il più grande fornitore di minerale di manganese all’ inizio del secolo, è ora rimasta con riserve a basso tenore che deve essere arricchito per un uso commerciale. Solo un quantitativo limitato di queste riserve viene esportato in quantità che probabilmente diminuiranno. Depositi di minerale manganese sono ampiamente distribuiti in Cina, ma non c’è né minerale ad alto tenore né riserve importanti e le miniere sono solitamente situate lontano dalle industrie utilizzatrici:di conseguenza la Cina importa minerale ad alto tenore da miscelare con quello nativo.
Ci sono grandi riserve di minerale manganese anche sui profondi fondali oceanici in forma di noduli polimetallici. I quantitativi stimati variano sensibilmente, in dipendenza dal metodo di stima utilizzato. I noduli contengono mediamente il 25% di manganese (il loro costituente principale) e giacciono in strati sottili ad una profondità di circa 5000 m. Il recupero sarebbe difficoltoso e molto costoso. Durante gli anni settanta ed i primi ottanta, questi noduli erano di grande interesse per il loro contenuto di nickel e rame (ciascuno rappresentante circa l’ 1%). Questi noduli sono ora visti come potenziali risorse valorizzabili in un futuro lontano.
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Applicazioni industriali e metallurgiche |
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Manganese e produzione di acciaio |
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L’ acciaio è fondamentalmente una lega a base di ferro e carbonio, consistente in una fase a base di ferro e la seconda rappresentata dai carburi di ferro. L’acciaio grezzo ottenuto dal ferro contiene un indesiderato contenuto di ossigeno e di zolfo. Il manganese ricopre un ruolo fondamentale a causa di due importanti proprietà : la sua capacità di combinarsi con lo zolfo ed il suo grande potere deossidante. Quando non c’è manganese a sufficienza lo zolfo si combina con il ferro per formare un solfuro basso fondente, che fonde alle temperature di laminazione a caldo, causando un fenomeno di frattura intergranulare conosciuto come “fragilità a caldo”. Il processo di desolforazione riduce il contenuto di manganese necessario ad evitare questo fenomeno. Il 30% del manganese impiegato oggi viene ancora utilizzato per le sue proprietà deossidanti e di formatore di solfuri. Il rimanente
70% viene semplicemente impiegato come elemento in lega. Questo impiego
dipende anche da che tipo di proprietà si vogliono ottenere dall’acciaio che
si sta fabbricando. L’acciaio, come è ben noto, contiene ferro e carbonio. A
temperatura ambiente la struttura cristallina del ferro è cubica a corpo
centrato ed è chiamata ferro alfa (ferrite). Ad una temperatura più elevata
(sopra i
Il manganese gioca un ruolo importante in quanto abbassa la temperature alla quale l’austenite si trasforma in ferrite, evitando così la precipitazione di cementite e purificando la struttura perlitica risultante. La resistenza e la tenacità dell’acciaio dipendono in primis dalla dimensione della grana cristallina e dalla frazione volumetrica di perlite. Gli elementi in lega, incluso il manganese, induriscono la ferrite per soluzione, ma questo effetto è limitato se lo si compara a quello del carbonio, dell’azoto, del fosforo e del silicio. Quando il processo di raffreddamento è accelerato dalla tempra, l’austenite si trasforma in strutture ad elevata resistenza come la bainite e la martensite. Il manganese migliora il comportamento dell’acciaio durante la tempra influenzando la temperatura di trasformazione. Il manganese è anche un debole formatore di carburi. Entrambe le proprietà sono vantaggiose negli acciai trattati termicamente specificati dagli ingegneri meccanici. Un’altra proprietà importante del manganese è quella di stabilizzare l’austenite nell’acciaio così come il nickel. Dal momento che il manganese non è efficacie quanto il nickel nello stabilizzare l’austenite è richiesto un maggiore quantitativo di manganese per ottenere lo stesso effetto. Comunque il
manganese ha il vantaggio di essere molto meno costoso. L’effetto del
manganese nel formare austenite può essere
aumentato combinandolo con azoto, che è un altro elemento formatore di austenite. Il manganese incrementa anche
la possibilità di incrudimento. |
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Contenuto di
manganese nell’acciaio oggi Il grosso della produzione di acciaio consiste in acciai contenenti dallo 0.15% allo 0.8% di manganese. Una larga fetta consiste in laminati a basso contenuto di carbonio con lo 0.3% manganese, alcuni anche con meno dello 0.2% per imbutitura profonda. Gli acciai alto resistenziali con un carico di snervamento superiore ai 500 MPa che rappresentano dal 3 al 4% del tonnellaggio dell’acciaio prodotto contengono più dell’ 1% di manganese. Larga parte di questi sono acciai ad alta resistenza basso legati (HSLA). Sono acciai a basso carbonio, a laminazione controllata, contenenti elevati tenori di manganese ( dal 1.0% al 1.8%), che sfruttano l’ effetto sulla temperatura di trasformazione austenitica per ottenere una microstruttura ferritica molto fine. I microleganti aiutano a raffinare la struttura o a rinforzare l’acciaio attraverso carburi o nitruri precipitati che sono distribuiti anche nella matrice ferritica. Questi acciai sono ampiamente impiegati nelle tubazioni oil & gas, nella costruzione di navi e nell’equipaggiamento di trasporto al fine di ridurre il peso. Gli acciai di interesse ingegneristico comprendono sia gli HSLA che quelli trattati termicamente; entrambi con cromo e manganese, o con nichel, cromo, molibdeno e vanadio e spesso dallo 0,6 allo 0,8% di manganese. Pochi tipi contengono dall’ 1,0% all’1,5% di manganese e sono diffusi nell’industria automobilistica. Gli acciai inossidabili che rappresentano meno del 2% della produzione mondiale di acciaio contengono cromo, nichel e circa l’1% di manganese. Ci sono anche acciai inossidabili al manganese, dove il nickel è sostituito in parte od interamente dal manganese, presente in quantità che variano dal 4% al 16%. Questi non sono ancora prodotti in grandi quantità, ma potrebbero svilupparsi in futuro in relazione all’andamento del prezzo del nickel in rapporto a quello del manganese ed all’ impegno commerciale loro rivolto. Grandi quantità furono prodotte in India negli anni ottanta. Una panoramica degli acciai ad alto contenuto di manganese include l’acciaio Hadfield, che prende il nome dal suo inventore britannico del diciannovesimo secolo. Questo acciaio contiene il 13% o anche di più di manganese. Ha proprietà uniche che lo rende indispensabile nelle applicazioni in cui sono richieste grande tenacità e resistenza all’usura. Tra queste si possono citare frantumatori girevoli, piatti per frantumatori a ganasce, ponti per ferrovie, componenti per movimento terra, etc. Gli acciai ad alto contenuto di manganese (10-12%) non magnetici sono usati per quei prodotti come anelli per turbine e collari per impianti di petrolio. Tipologie con composizione simile sono usati come acciai criogenici. E’ stato sviluppato un acciaio inossidabile al manganese a memoria di forma. |
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Altre applicazioni metallurgiche del manganese |
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Alluminio |
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Il manganese è utilizzato come elemento in lega fino al suo limite di solubilità pari all’1,5%. Le leghe alluminio-manganese e quelle allumnio-manganese-magnesio, che sono state vendute sotto differenti nomi commerciali, hanno trovato applicazioni in svariati settori come componenti per cucine, coperture, radiatori per automobili e radiatori. Alla lunga l’impiego più importante delle leghe alluminio-manganese sta nelle lattine per bibite, delle quali ne vengono prodotte circa 100 miliardi di unità all’anno. Il mercato delle lattine alluminio-manganese è cresciuto costantemente, grazie al fatto che queste lattine possono essere riciclate. Le
leghe di alluminio che contengono fino al 9% di manganese hanno proprietà
promettenti, ma non possono ancora essere prodotte in maniera economica. Le
tecnologie per produrre questi metalli “amorfi” attraverso raffreddamenti
molto rapidi sono di potenziale interesse, ma i processi utilizzati sono
ancora molto costosi e possono essere applicati solo su materiali di elevato
valore usati nell’industria aerospaziale. |
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Il manganese è probabilmente l’elemento più versatile che può essere aggiunto alle leghe di rame. Piccole aggiunte di manganese (dallo 0.1 al 0.3%) sono utilizzate per deossidare la lega e migliorare la sua colabilità e la resistenza meccanica. Il manganese ha elevata solubilità nel rame e nei sistemi binari con rame ed alluminio, zinco o nickel come costituente binario. Molte leghe commerciali di rame contengono circa l’1 od il 2% di manganese per migliorare la resistenza e la lavorabilità a caldo. Al fine di ridurre i costi, il manganese può sostituire parte del nickel nelle leghe argento-nickel. Tenori di manganese molto più elevati si possono trovare in alcune leghe per applicazioni specifiche. Sebbene la maggior parte contenga tra il 10% ed il 20% ci sono alcune leghe con più del 50% di manganese. Queste sono prodotte in piccole quantità per applicazioni specifiche come lo smorzamento od elevato coefficiente di espansione termica. Esiste una lega, 72% Mn, 18% Cu, 10% Ni che viene utilizzata nelle strisce bimetaliche nelle apparecchiature a controllo di temperatura applicate sulle automobili o su altri veicoli. Un’altra lega,venduta con il nome commerciale di “Manifor” è una lega ad alta resistenza non magnetica (60% Cu, 20% Mn, 20% Ni), utilizzata nella fabbricazione di piccole componenti per l’industria orologiaia. Comunque, le leghe di rame rappresentano solo 2 milioni di tonnellate all’anno e quindi costituiscono un mercato limitato per il manganese. |
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Altri metalli
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Applicazioni non metallurgiche Batterie La più importante applicazione non metallurgica del manganese assume la forma del biossido di manganese che è utilizzato come depolarizzatore nelle pile a secco, il cui consumo nel mondo supera i 20 miliardi di unità all’anno. La funzione del manganese nelle battere è semplice. In esse anodo e catodo sono essenzialmente umidi. Durante la scarica l’idrogeno che si forma ad uno degli elettrodi ricopre quest’ultimo con un film di gas impedendo che si bagni e quindi troncando la generazione di corrente. Il ruolo del biossido di manganese è quello di ossidare l’idrogeno per formare acqua. La velocità con cui questo avviene dipende dalla reattività del biossido. |
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Naturalmente il biossido di
manganese impiegato normalmente (NMD) può essere utilizzato nelle pile
tradizionali. Le tipologie di biossido di manganese migliori che sono
richieste nelle batterie ad alte prestazioni sono ottenute sinteticamente. I
prodotti ricevono il nome in base al processo applicato. L’ EMD o biossido di
manganese elettrochimico è prodotto attraverso elettrolisi; il CMD o biossido
di manganese chimico è prodotto tramite un processo puramente chimico. La
produzione combinata dei due tipi è approssimativamente di 200.000 tonnellate
all’anno e sta crescendo rapidamente. Il mercato
del biossido di manganese naturale si aggira attorno alle 180-200.000
tonnellate all’anno, ma pochissimi minerali hanno le proprietà richieste per
la produzione di pile a secco. I maggiori produttori di biossido di manganese
naturale sono il Gabon, il Ghana, il Brasile, la Cina, il Messico e l’India.
Queste “batterie naturali” vengono macinate in polvere fine prima di essere
usate direttamente nella mistura catodica. |
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Prodotti chimici Il permanganato di potassio è uno dei prodotti a base di manganese meglio conosciuti. E’ un potente agente ossidante con proprietà battericide, che lo portano ad essere utilizzato nella purficazione dell’acqua potabile e nel trattamento delle acque inquinate. E’anche usato per controllare gli odori, inclusa la deodorazione degli scarichi delle fabbriche di pitture, degli impianti di trattamento del pesce, etc. Il permanganato ha una varietà di altre applicazioni come ossidante. Un importante applicazione per il manganese è il “Maneb” (manganese-etilene-bisditiocarbammato), un composto chimico-organico venduto sotto forma di polvere gialla. E’ venduto sotto diversi nomi commerciali come fungicida in agricoltura ed è ampiamente utilizzato per controllare il raccolto e le malattie dei cereali, la rogna negi alberi da frutto e tra gli altri le malattie della banana e dell’arachide. Si reputa che vengano annualmente consumate circa 200.000 tonnellate di Maneb. Un composto organico a base di manganese conosciuto come MMT (metilciclo-pentadienil-tricarbonil manganese) è usato su piccola scala per incrementare il numero di di ottani o agente antidetonante nella benzina. L’ MMT può migliorare nettamente la combustione dell’olio, riducendo l’intasamento del boiler ed i livelli di fuliggine. Questa applicazione è importante da un punto di vista ambientale perchè permette di sostituire il piombo, ma non è ancora stata completamente sviluppata. Ci sono numerose altre applicazioni degli ossidi e dei sali di manganese. Il biossido di manganese è utilizzato come catalizzatore nella produzione di aromi artificiali come la vaniglia. E’anche utilizzato come agente ossidante nel trattamento del minerale di uranio per produrre l’ossido concentrato conosciuto come “torta gialla”. Altre applicazioni includono la colorazione di mattoni e piastrelle, essicatori e come pigmento per pitture. Il solfato di manganese è ampiamente utilizzato come un prodotto finale nei fertilizzanti e nel cibo per animali, come prodotto intermedio nell’industria chimica. La fosfatazione del manganese è utilizzata per produrre film superficiali che una volta attaccati con olio o cera possono proteggere gli acciai per uso interno o moderato uso esterno. La fosfatazione del manganese migliora la resistenza ad usura, previene la saldatura sotto carico dei metalli, aumenta l’efficienza della lubrificazione per assorbimento d’olio ed assicura un rapido e sicuro inserimento delle parti mobili. Un altro materiale importante è la ferrite di manganese, una ferrite tenera utilizzata ampiamente in elettronica. Grandi quantitativi vengono consumati nella produzione di alloggi per i circuiti delle televisioni. Per questo tipo di utilizzo il manganese può provenire da minerale, ossidi, carbonati ed anche da manganese metallico. Il manganese è utilizzato nel processo di produzione dello zinco elettrolitico. Come solfato di manganese può essere aggiunto all’elettrolita per ridurre la corrosione dell’ anodo di piombo. Formando un sottile rivestimento sul catodo facilita anche la rimozione del deposito di zinco. Una
recente applicazione in via di sviluppo è quella del manganese
organo-metallico: esso procura un passo intermedio nella sintesi di prodotti
organici di elevato valore aggiunto. |
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Il manganese ed il corpo umano C’è accordo tra professionisti della salute e
dietisti che il manganese è essenziale per assicurare la salute ed il
benessere degli esseri umani e degli animali. Il corpo umano contiene da 12 a
20 milligrammi di manganese. Le stime sul fabbisogno dell’uomo di manganese
variano sensibilmente, ma sono basate su studi del bilancio tra assunzione ed
escrezione necessarie per mantenere questo livello. Dati provenienti da numerosi studi suggeriscono che la quantità da assumere quotidianamente per mantenere il bilancio necessario va dai 0,035 ai 0,07 milligrammi per kg di peso. Comunque uno studio del 1988 condotto dai ricercatori dell’università del Texas ad Austin ha concluso che è necessario un minimo di 3,5 mg al giorno. Il consumo dell’uomo dipende dalla quantità
assunta di un certo tipo di cibo. La tipica dieta invernale inglese (a base
di tè) assicura fino ad 8.8 mg di manganese al giorno, mentre studi di donne
in Giappone, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti suggeriscono un’assunzione
media quotidiana da La carenza di manganese è stata dimostrata
negli animali ed è stata notata negli umani in relazione ad una carenza di
vitamina K. Le conseguenze principali in tutte le specie studiate sono
crescita impari, disfunzioni scheletriche, funzioni riproduttive disturbate o
ridotte, insufficienza di coordinazione muscolare tra i neonati e difetti nel
metabolismo di grassi e carboidrati. Il seguente gruppo di cibi freschi (in ordine decrescente) sono i più importanti in contenuto di manganese: noce, cereali integrali, frutta secca, radici, tuberi, frutta, vegetali senza foglia, carne, pollame, pesce e cibo di mare. Anche i vegetali con foglia occupano un posto alto nella classifica quando espressi in termini di peso asciutto. l tè ha un contenuto molto alto di manganese, dieci volte quello dei cereali. La grande quantità di manganese contenuta nei chicchi dei cereali e nei prodotti dipende dalle specie e dal processo di macinazione impiegato. In uno studio condotto negli Stati Uniti è emerso che il frumento intero contiene 31 ppm di manganese , 160 ppm nel germe, 119 nella crusca e solo 5 ppm nella farina bianca. Mezza tazza di farina d’avena, 30 grammi di cereali o di crusca, un quarto di tazza di noci americane o un terzo di tazza di arachidi e mezza tazza di spinaci cotti, contengono ciascuno più di un milligrammo di manganese. Le patate dolci, i fagioli, il succo d’ananas sono altre fonti di manganese. Nei prodotti quotidiani e nello zucchero molto raffinato c’è una quantità molto piccola o nulla di manganese. |
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Il manganese e la salute degli animali |
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Per favorire zampe forti nei polli e per mantenere normale la produzione di uova è necessario un apporto di circa 40 mg di manganese per kg di peso nel loro cibo. Per i ruminanti, il fabbisogno necessario a garantire uno sviluppo scheletrico ottimale è di solo 20-25 mg per kg.
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Il manganese e l’ambiente |
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Di solito l’esposizione al manganese è per
inalazione (il rischio varia a seconda del tipo di manganese coinvolto e
delle dimensioni delle particelle). L’industria del manganese ha adottato misure specifiche per proteggere I suoi lavoratori. Queste includono: riduzione dei livelli e dei tempi di esposizione, utilizzo di sufficiente ventilazione, tenere i lavoratori in camere di controllo isolate, o in cabine con l’aria condizionata o con l’aria filtrata, rendere disponibile un migliore abbigliamento protettivo. Molti paesi hanno imposto limitazioni inerenti la massima quantità ammissibile di manganese volatile nella polvere e nei fumi e queste sembrano destinate a diventare più restrittive in futuro. |
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Il manganese, le piante ed il suolo
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Tutte le piante necessitano manganese per crescere e riprodursi. Il manganese è l’elemento scelto dalla natura per catalizzare l’evoluzione dell’ossigeno nella fotosintesi. Quando c’è un deficit di manganese la struttura dei cloroplasti è marcatamente impari. Il manganese gioca un ruolo fondamentale anche nella sintesi del legno e nel metabolismo dell’acido fenolico, aiutando ad eliminare sia le malattie della foglia che della radice. Alcune piante sono particolarmente suscettibili alla carenza di manganese.
La carenza di manganese in molti fusti è indicata da una clorosi generale della foglia, che lascia solo le vene principali e la venatura centrale di un tessuto verde scuro sinonimo di salute. Il grado con cui le piante possono assorbire il manganese è più importante della sua semplice presenza chimica nel terreno. Il solfato di manganese è considerato la più efficiente fonte di manganese per la produzione di fertilizzanti, sebbene venga impiegato anche il monossido di manganese. Questi vengono aggiunti in zone carenti in manganese. Il solfato di manganese ed altri composti possono essere anche utilizzati in soluzione per essere spruzzati sul fogliame.
E’ stato dimostrato che un’infezione di funghi del frumento può svilupparsi come un effetto della carenza di manganese. Per correggerla efficientemente bisogna somministrare manganese alle radici delle piante. L’ipotesi è che il manganese abbia un effetto diretto sul microbo patogeno e rinforzi la pianta modificando la sua resistenza e suscettibilità. E’ stato inoltre notato che un eccesso di manganese assorbibile che spesso si manifesta nei terreni acidi può risultare tossico per alcune specie. |
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Siti internet consultati per la
ricerca:
-
en.wikipedia.org
-
www.manganese.org