
Tossicità dei metalli non ferrosi
L’inquinamento del mercurio è soprattutto nel pesce
Le diverse fonti di mercurio negli ecosistemi d’acqua dolce
Tossicità per gli organismi d’acqua dolce
Tossicità per gli esseri umani
Il
numero crescente di persona che soffrono di allergie
dovute tra l’altro all’intolleranza verso i metalli mi ha insospettito e
incuriosito. Le intolleranze di cui sto parlando, sono
dovute a metalli quali l’alluminio, il cadmio, il mercurio e altri di cui troppe
persone sanno ancora troppo poco.
Per
questo motivo ho cercato di approfondire l’argomento, documentandomi e
confrontando diverse fonti. Sono stato molto sorpreso dal fatto che ovunque
cercassi emergesse sempre lo stesso dato, effettivamente il numero di persone che
soffrono di intolleranza ai metalli o di disturbi a questi collegabili sono
sempre di più. Inoltre gli studi effettuati su questi pazienti e, più in
generale, su questo problema concordano che siano necessari ulteriori studi, ancora più approfonditi,
sull’argomento.
A volte, poi, le conseguenze della contaminazione da metalli viene taciuta per motivi economici, politici, o di dubbia natura.
In realtà, però, i metalli sono essenziali per il nostro metabolismo, finché sono presenti nelle giuste quantità, il loro accumulo, invece provoca danni molto seri al nostro organismo ed è alla base del dilagare delle intolleranze ai metalli che formano complessi stabili con i radicali delle nostre cellule ed hanno quindi un’elevata tendenza a combinarsi stabilmente con i siti più reattivi del nostro organismo. Quando i metalli raggiungono concentrazioni cellulari sufficientemente alte, interferiscono con la produzione delle proteine e conducono alla sintesi d’enzimi che non possono svolgere le loro funzioni. I metalli interferiscono quindi in molti processi vitali quali, per esempio, il ciclo di Crebs e la sintesi degli steroidi causando, come per esempio il Cd, una scarsa mobilità degli spermatozoi e sterilità maschile, anche solo per esposizione cronica a basse dosi.
Per sottolineare
questo aspetto, premessa fondamentale per il seguito, mi sembra opportuno
cominciare con alcuni esempi:
·
Lo Zinco è coinvolto nella produzione,
deposito e secrezione dell’insulina ed è necessario per l’ormone della
crescita. E’ contenuto in grande quantità nella
prostata, più che in tutti gli altri organi. Quando è
carente si possono avere dermatiti e/o acne;
·
Il Magnesio è richiesto per la normale
funzionalità muscolare, in particolare di quella Cardiaca. Previene i danni
cerebrali provocati dall’alcool.
Prima di passare alla descrizione dettagliata dei singoli metalli, e al loro
effetto sulla salute è opportuno fare una breve carrellata generale sulle
cause degli squilibri dei metalli nel nostro organismo e delle conseguenze che
questi provocano.
Cause
Tra le cause più importanti c’è sicuramente la dieta. Una dieta scorretta con
elevata quantità di cibi lavorati e raffinati, di alcolici, oppure le diete
maniacali possono tutte provocare gravi squilibri chimici. Anche i componenti
nutritivi di una dieta salutare possono risultare inadeguati perché dipendono
dal terreno nel quale gli alimenti sono cresciuti (i
metalli non sono degradati dall’attività microbiologica o fotochimica, di
conseguenza, anche quando i flussi inquinanti sono modesti ma duraturi nel
tempo, s’accumulano nel suolo e nell'ecosistema) e/o i metodi con cui sono
stati preparati. Lo stress, stress
fisici o emozionali possono depauperare l’organismo di molte sostanze nutritive e
contemporaneamente ridurre la capacità di assorbire ed utilizzare molti elementi
nutrienti. L’assunzione eccessiva di farmaci può
impoverire le riserve di minerali dell’organismo e/o aumentare i livelli dei
metalli tossici. Coinvolti frequentemente sono: diuretici, antiacidi, salicilati (aspirina),
e anticoncezionali. L’inquinamento,
dall’infanzia alla vecchiaia l’uomo nelle grandi città è continuamente esposto a una varietà notevole di metalli tossici. Il fumo delle
sigarette (cadmio) vernici, pitture (piombo) oli
idrogenati (nickel) deodoranti (alluminio) cosmetici (piombo) utensili da cucina
e pentolame (rame e alluminio).
Conseguenze
Le conseguenze sulla salute da eccessi o carenze di minerali sono disturbi, sintomi e patologie specifiche per ogni minerale, per esempio: le cefalee frontali retrooculari nella sindrome premestruale sono associate a un eccesso di rame o eccesso di ferro. Lo zinco carente può ritardare lo sviluppo osseo e provocare malformazioni dell’apparato riproduttivo. L’assunzione eccessiva di ferro può provocare sintomi quali l’artrite, l’ipertensione e le vertigini. Eccessive quantità di metalli nei bambini possono contribuire a sviluppare problemi dell’apprendimento. Il piombo provoca gravi disturbi. Il cadmio in eccesso dà, come riscontro, l’ipertensione arteriosa. piombo, cambio e mercurio provocano dolori articolari e problemi muscolari. I singoli metalli hanno rapporti che devono essere equilibrati tra loro, perché la normalità o gli eccessi e/o le carenze degli uni influiscono sulla funzionalità e l’attività degli altri in senso positivo o negativo; un alterato rapporto zinco/rame è frequente nei dolori artritici; lo stesso avviene nei rapporti alterati di altri metalli, per esempio: quando il rapporto ferro/mercurio è ridotto, indica che il mercurio tossico è ancora presente nei tessuti e che permane la sua interferenza nell’attività che dovrebbe svolgere il ferro con conseguente (per esempio) anemia. Se invece c’è un aumento del rapporto zinco/cadmio questo significa che il cadmio tossico è in via di eliminazione e che lo zinco prevale con conseguente miglioramento dei sintomi quali: ipertensione, disturbi renali, artrite, osteoporosi. Al contrario se lo zinco è ridotto rispetto al cadmio, si possono verificare allergie.
Pensiamo a casi documentati da indagini epidemiologiche condotte sulla popolazione infantile residente sulle sponde del lago di Aral (Kazachistan), il lago Michigan (USA), ed il Mar Baltico (Svezia). Il lago di Aral, il lago Michigan e il Mar Baltico, come il Mar Mediterraneo, sono bacini che raccolgono le acque da regioni dove sono ospitate intense attività agricole ed industriali. Le acque di questi bacini contengono metalli pesanti, quali mercurio ed cadmio. Metalli come questi ultimi due sono particolarmente pericolosi, poiché si accumulano attraverso la catena alimentare per poi attraversare la placenta, raggiungere le massime concentrazioni nel latte materno, nel tessuto adiposo ed in quello nervoso. Sulle sponde dei laghi sopra citati, gli studi hanno dimostrato che il calo di peso corporeo alla nascita e la mortalità prenatale dei bambini è maggiore quando le madri si alimentano con pesce ricco in grassi, i bambini manifestano ritardi nello sviluppo cognitivo.
Inoltre tra le patologie determinate dall’esposizione cronica a basse dosi dei metalli, vi sono l’alterazione del patrimonio genetico trasmesso dai gameti, la diminuzione della vitalità degli spermatozoi, l’aumento dell’incidenza delle malformazioni fetali, l’aumento degli aborti, la diminuzione del peso corporeo natale, l’aumento della mortalità infantile uno scarso sviluppo fisico e cognitivo nell’età dello sviluppo, l’aumento dell’incidenza e della durata delle malattie del sistema respiratorio e delle allergie, insufficienze renali, arteriosclerosi, l’aumento dell’incidenza di mutazioni, tumori.
Alcuni studiosi dell’Università Zuila di Maracaibo (Venezuela), hanno osservato che le acefalie sono in aumento tra la popolazione residente sulle sponde del lago Maracaibo e ne hanno indagato le cause ambientali, sociali ed economiche. Fra le cause dell’acefalia risulta esserci una maggior esposizione delle madri al mercurio, al piombo e al vanadio.
Uno studio epidemiologico sull’incidenza di malattie respiratorie e d’allergie nella popolazione di età compresa tra i 5 ed i 14 anni in due comuni sede d’attività siderurgiche confrontata con quella di un comune non inquinato ha constatato che i bambini delle comunità siderurgiche soffrono di bronchiti, tosse secca ed allergie con una frequenza e per una durata doppia a quella dei bambini che risiedono nell’area non inquinata.
Il cromo, il berillio, l’arsenico, il vanadio, il rame, il nichel, sono genotossici, cioè causano mutazioni nella conformazione a doppia elica del DNA, mutazioni che favoriscono l’insorgenza di tumori. Il cadmio ed il piombo sono anch’essi cancerogeni; questi elementi aumentano l’incidenza di tumori e cancri indirettamente, in quanto diminuiscono l’efficienza con cui il sistema immunitario ripara le ingiurie chimiche registrate dal DNA. L’effetto cancerogeno del Cadmio è stato studiato sperimentalmente ed è risultato indiretto. Il Cadmio, infatti, da solo non causa mutazioni genetiche neppure quando raggiunge nella cellula le concentrazioni tossiche di 4,8 mg/Kg, ma inibisce sensibilmente il processo di riparazione dei danni registrati dalla molecola del DNA a concentrazioni di soli 0,048 mg/Kg, cioè cento volte più piccole! Simile comportamento biochimico è stato identificato per il Piombo la cui concentrazione ematica al di sotto della soglia di tossicità, è comunque un fattore di rischio per l’insorgenza di tumori. Tra i meccanismi attraverso cui il Piombo manifesta il suo effetto cancerogeno, c'è la sua capacità di indurre danni alla molecola del DNA, inibire la sintesi e la riparazione del DNA, favorire la formazione di radicali liberi ossidanti in grado di danneggiare il DNA sostituendosi allo Zinco nelle protammine. Le protammine sono composti organici che regolano il processo di trascrizione del DNA, processo attraverso il quale la cellula produce proteine ed enzimi. Il Piombo, denaturando le Zinco - protammine, altera quindi i geni.
Tossicità dei metalli non ferrosi
L'alluminio si trova principalmente nei minerali di bauxite ed è notevole la sua resistenza all'ossidazione, la sua durezza, e la
sua leggerezza. L'alluminio viene usato in molte
industrie per la fabbricazione di prodotti diversi, componenti strutturali
fatti in alluminio sono vitali per l'industria aerospaziale e molto importanti
in altri campi dei trasporti e delle costruzioni nei quali leggerezza, durata e
resistenza sono necessarie.
L'alluminio è un metallo tenero, leggero, ma
resistente, con un aspetto grigio argento a causa del leggero strato di
ossidazione che si forma rapidamente quando è esposto all'aria. L'alluminio pesa
circa un terzo dell'acciaio o del
rame;
è malleabile, duttile e può essere lavorato facilmente; ha una
eccellente resistenza alla corrosione e durata. Inoltre non è
magnetico, non fa scintille, ed è il secondo metallo per malleabilità e sesto
per duttilità.
Che venga misurato in termini di quantità o di
valore, l'uso dell'alluminio oltrepassa quello di tutti gli altri metalli ad
eccezione del ferro, ed è
importante in praticamente tutti i segmenti dell'economia mondiale. L'alluminio
puro è soffice e debole, ma può formare leghe con piccole quantità di rame,
magnesio, manganese, silicio e altri elementi, che hanno un'ampia gamma di proprietà utili. Queste
leghe formano componenti vitali in campo aeronautico e
aerospaziale. Quando l'alluminio viene fatto evaporare
nel vuoto forma un rivestimento che riflette sia la luce visibile che il
calore. Questi rivestimenti formano un sottile strato
protettivo di ossido di alluminio che non si deteriora
come fanno i rivestimenti di altri metalli. L'alluminio viene
usato anche come rivestimento per le lenti dei telescopi.
Alcuni dei molti campi in cui viene usato
l'alluminio sono:
Il suo ossido, l'allumina, si trova naturalmente in forma di corindone, smeriglio, rubino, e zaffiro ed è usato nella produzione del vetro. L'alluminio, inoltre, si ossida in maniera
energica e, come risultato, ha trovato uso nei carburanti solidi per i razzi.
Nonostante l'alluminio sia un elemento abbondante della crosta terrestre (8.1%), è molto raro in forma libera ed era una volta considerato un metallo prezioso. È quindi relativamente nuovo come metallo industriale e la sua produzione in quantità commerciali avviene da poco più di 100 anni. Quando venne scoperto l'alluminio era estremamente difficile da separare dalle rocce di cui faceva parte, e poiché si trovava solo legato in qualche composto era il più difficile da ottenere, nonostante fosse uno dei più abbondanti elementi disponibili sulla terra. Per un periodo l'alluminio costò più dell'oro, ma i prezzi scesero fino a collassare quando nel 1889 venne scoperto un facile metodo di estrazione. Solo in questa data infatti venne messo a punto, in Francia da Heroult e in America da Hall, il metodo elettrolitico di produzione del metallo da allumina.
Il recupero di questo metallo dai
rifiuti è diventato una parte importante dell'industria dell'alluminio. Il
riciclaggio dell'alluminio non è una novità, è una
pratica comune fin dai primi del 1900. Era comunque un'attività a basso profilo fino ai primi anni '60 quando il riciclaggio dell'alluminio delle lattine pose questa pratica sotto
l'attenzione pubblica. Le fonti per il riciclaggio dell'alluminio comprendono
automobili e serramenti, elettrodomestici, contenitori e altri prodotti.
L'alluminio è un metallo reattivo e non può essere estratto dal suo
minerale, la bauxite, tramite riduzione con il carbonio. Viene invece estratto tramite elettrolisi; il metallo viene ossidato in soluzione a quindi
nuovamente ridotto a metallo puro. Il minerale deve essere in stato liquido
perché ciò avvenga. Comunque, la bauxite ha un punto
di fusione di
Al giorno d’oggi l’80% delle persone che esegue un test mineralogramma (per maggiori informazioni sul test si veda l’approfondimento) dei capelli, scopre di essere intossicato da alluminio. La percentuale è da brivido. Infatti l’alluminio oggi viene usato in enormi quantità in campi molto diversi come quello alimentare, medicinale e cosmetico. Lo si trova nelle pentole di alluminio (maggiormente usate nelle mense e nei ristoranti), nelle lattine di bibite (anche una sola al giorno può portare all’intossicazione), nei tetrapak del latte (anche di soia, di riso e di mandorle), nel mini-brik dei succhi di frutta, nei tubetti di dentifricio, nella carta argentata, nelle carte argentate che contengono alimenti (burro, biscotti ed altro ancora), nei contenitori di medicinali (i famosi blister), negli antiacidi (Maalox, Mylanta, Riopan, Alka-Selzer, e altri ancora), negli antitraspiranti, in alcuni deodoranti, nel lievito chimico per dolci (che contiene anche il piombo....), nei cosmetici (rossetti, phard, matite, ecc.), negli acquedotti (usato per rimuovere le impurità), nella farina bianca (viene usato per raffinarla) e nei formaggi non bio (durante la loro lavorazione). In ogni caso è bene sapere che esistono persone più sensibili di altre a tale metallo che inspiegabilmente non lo accumulano nell’organismo.
É molto difficile diagnosticare l’intossicazione da alluminio dall’esame del sangue, in quanto presente nella maggior parte nel cervello, nei polmoni, nella tiroide, nel fegato e nelle ossa.
Gli effetti da intossicazione
sono: disturbi nell’apprendimento (soprattutto i bambini!!),
confusione, disorientamento, perdita della memoria, coliche intestinali, mal di
testa, bruciori di stomaco e coliti, avversione
per la carne, anemia, carie, ipoparatiroidismo, disfunzioni renali, disfunzioni
del fegato, osteomalacia, aggravamento
morbo di Parkinson, e chissà quanti
altri sintomi che ancora non si conoscono. Il suo assorbimento dipende da
alcuni fattori, quali i livelli di minerali e vitamine
antagonisti, in particolar modo la vitamina C naturale, il calcio e il
fluoro. Una intossicazione di questo tipo può essere
molto pericolosa poiché il tempo necessario per eliminarlo completamente
dall’organismo è circa di 1 anno. Uno dei modi per farlo è seguire una dieta
particolare, assicurandosi che sia ricca di fibre: consumando frutta e verdura
preferibilmente crudi (aglio, asparagi, banane, broccoli, cavoli, mele, melone,
patate dolci, pompelmi, prugne secche, uvetta, vegetali a foglia verde e zucca
sono i più ricchi di fibre), riso integrale biologico, pane integrale
(attenzione: quello che si acquista nei panifici e che presenta le macchioline tipiche
della crusca e viene venduto come integrale, è
composto invece da farina bianca addizionata a crusca trattata con pesticidi ed
antimuffe, senza alcuna traccia del germe di grano; il vero pane integrale è di
colore marroncino/bruciato uniforme), pasta integrale bio,
frutta secca in quantità. Inoltre bere molte tisane,
come quella di rosa canina bio, ricchissima di
vitamina C aiuta l’eliminazione del metallo.
Nella tabella 1 sono stati
riassunte le principali forme di contaminazione, i sintomi e gli accorgimenti
da adottare per evitare una contaminazione da alluminio.
ALLUMINIO
|
|
|
Uso |
In
passato si credeva che non venisse assorbito, così è
stato usato largamente come additivo alimentare, in farmaci e come utensili.
Oggi si sa che è molto tossico: si lega al DNA, si lega
ad alcune neurofibrille cerebrali e blocca totalmente un importante enzima
(esochinasi). Si deposita inoltre nel fegato, tiroide, ossa, polmoni. |
|
Fonti Principali |
Bicarbonato
di soda, acqua, antitraspiranti, formaggi fusi,
filtri di sigaretta, fogli per alimenti, bibite in lattina, tetrabrik, involucri di cioccolato, thè,
caffè, biscotti, merendine, succhi di frutta in
cartone, scatolame, pentole, coperchi, vernici, protesi dentarie,
dentifricio, antiacidi con alluminio, aspirina tamponata, nel sale (come antiaggregante si usa il silicante
di alluminio), sbiancante per farine, lievito all'allume, formaggi
conservati, deodoranti (con alluminio cloridrato), aria inquinata, agenti
essiccanti (silico alluminato di sodio), cacao,
sale, lievito ecc.., bentonite (disinfettante intestinale), cosmetici (es:
rossetti). |
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Sintomi Principali |
LIEVI:
Dispnea,
flautolenza, ulcera, mal di testa, stitichezza,
bruciori di stomaco, indurimento delle arterie, coliche, nausea, perdita di energia, ulcere, colite, anemia,
leucocitosi,,
porfiria, paratiroidi. |
|
GRAVI: Secchezza
delle mucose e della pelle, tendenza a raffreddore e sinusiti, tendenza a
paralisi muscolari e del nervo oculomotore, invecchiamento precoce, cefalea pulsante, bruciore, vertigini, avversione alla
carne e patate, coliche, problemi epatici,
psoriasi, epilessia, encefalopatia, perdita di memoria,
stipsi, ottundimento, demenza senile, parkinsoniana, Alzheimer, demenza dialitica, iperattività. |
|
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Protettivi |
1. EDTA (Chelante
specifico) 2. Calcio e ferro 3. Vitamina B1 - A - C - E (alte dosi)
3 g/giorno 4. Magnesio 5. Mele 6. Estratti corticosurrenali 7. Deferoxamina 8. Bagni caldi con sale inglese (lo
rimuove dalla pelle) |
Tabella 1
Il
nichel è un metallo duro, duttile e malleabile; fonde a 1455 °C, bolle a 2950 °C, ha densità
di 8,9 g/cm3. A temperature inferiori ai 345 °C presenta spiccate caratteristiche magnetiche. Esiste in
cinque forme isotopiche stabili. Il nichel metallico non è molto attivo dal
punto di vista chimico; è solubile in acido nitrico diluito e si passiva in acido nitrico concentrato.
Diffusione
Il
nichel si ritrova in forma elementare soltanto nelle
meteoriti ma, combinato con altri elementi, è piuttosto diffuso sulla
crosta terrestre in minerali come la garnierite, la millerite, la niccolite, la pentlandite e la pirrotite.
I
minerali di nichel contengono generalmente delle impurità, in modo particolare
di rame. I minerali solfurici, come la pentlandite e la pirrotite nichelifera,
vengono generalmente fusi in un altoforno e
trasportati in forma di lingotti di solfuro di rame e nichel alle raffinerie,
dove viene estratto
il nichel per mezzo di vari metodi. Nei processi di
raffinazione elettrochimica, il nichel si ottiene in forma metallica con un
elevato grado di purezza per deposizione del rame, impiegando un voltaggio e
una soluzione elettrolitica adeguati. Nel processo Mond,
il rame viene separato per dissoluzione in acido
solforico diluito, mentre il residuo di nichel viene ridotto a nichel metallico
impuro. Facendo passare monossido di carbonio sul nichel impuro, si forma il nichel carbonile (Ni(CO)4), un gas volatile che si decompone se scaldato alla
temperatura di 200 °C, depositando nichel metallico
puro.
Il
nichel viene utilizzato per formare rivestimenti
protettivi e ornamentali per i metalli, in particolare per ferro e acciaio. Lo
strato di nichel è depositato sulla superficie degli oggetti per elettrolisi. Viene usato anche come catalizzatore in vari processi, tra
cui il più importante è l'idrogenazione degli oli.
L'impiego
più importante, tuttavia, si ha sotto forma di leghe. L'acciaio al nichel, che
contiene dal 2 al 4% del metallo, è usato per fabbricare parti di automobili come i semiassi, l'albero motore, il cambio,
le valvole, macchinari di vario tipo e anche corazze. Alcune delle leghe più
importanti contenenti nichel sono l'argento tedesco,
l'Invar, il metallo Monel,
il nichel-cromo e il Permalloy. Le monete usate
abitualmente sono di solito realizzate con una lega composta dal 25% di nichel
e dal 75% di rame. Il nichel è inoltre uno dei componenti
principali delle batterie al nichel-cadmio.
La
maggior parte del nichel viene estratto in Canada, in
particolare nella regione del Quebec dove nel 1957 fu
scoperto un ricchissimo deposito. Cuba, i paesi dell'ex Unione Sovietica, la Cina e l'Australia restano comunque importanti
produttori.
Le monete da 1 euro e da 2 euro contengono nichel in una quantità (un deputato parla del 25% della composizione) che alcuni esperti ritengono pericolosa.
Il nichel è un metallo tossico in grado di provocare problemi dermatologici (40 diversi tipi di allergia) in un'alta percentuale di utenti, una persona su 10. Le associazioni dei commercianti stanno già avvertendo i propri iscritti, che sono i più esposti, per esempio le cassiere. Ma i soggetti allergici che sono all'oscuro del pericolo potrebbero avere la sorpresa di trovarsi di fronte a secchezza o infiammazione della pelle, eczema o prurito.
Non si sapeva che il nichel è tossico? Certo che si sapeva. Basterebbe chiederlo a quella infinita schiera di donne che sa di non poter portare orecchini e ornamenti al nichel. O all'equipe dell'ISPESL, l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, diretta da Patrizio Erba, che ha esaminato al microscopio 54 detersivi liquidi per rintracciare i responsabili di alcune patologie che si diffondono tra le mura domestiche: uno di essi è il nichel.
Ma la chicca proviene dall'Austria: da una
ricerca condotta dal prof. Aberer, della cattedra di
dermatologia dell' università di Graz, dalla quale emerge che l'alta percentuale di
nichel contenuta nelle monete potrà provocare allergie e dermatiti nel 10%
della popolazione europea. Secondo dermatologi svedesi,
le monete da 1 e 2 euro se tenute in mano per più di 5 minuti, provocherebbero
un eczema con bolle e chiazze. Sul sito della compagnia Generali si legge:
"Il fenomeno ormai noto delle reazioni allergiche che moltissime donne
presentano al contatto prolungato con il nichel ha fatto sì che questo metallo
sia stato in sostanza messo al bando nell'Europa della
moneta unica". E ancora: "è stata in
particolare
Di seguito nella tabella 2
sono riassunte le fonti di provenienza del nichel, i suoi effetti quando
presente in quantità eccessive, e le sostanze che ne regolano la quantità
nell’organismo.
NICHEL
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|
Contenuto |
Nel corpo
umano nella misura di circa 10 mg, oli idrogenati, cacao,
nocciole, frumento, carne in scatola o alimenti cotti nell'acciaio inox, asparagi, fagioli, fungicidi, diversi polimeri,
combustione di carburante, derivati della gomma, industrie di inchiostri,
tinture, caucciù, tubi elettronici, trattamenti galvanici , in articoli di
cancelleria (graffette, penne, clips, fermagli, forbici), bottoni, cerniere,
chiavi, fibbie, maniglie, monete, aghi, ditali, spilli, coltelli, apparecchi
per ortodonzia |
|
Azioni |
Attiva
diversi enzimi |
|
Uso |
Aumenta la durezza di
altri metalli (es.: acciaio inossidabile) nella fase precedente la
cromatura. Catalizzatore
nell'idrogenazione degli oli vegetali commestibili (es. mais, arachidi) con
perdita di grassi polinsaturi. |
|
Carenza |
Alimentazione ricca di grassi e
zucchero raffinati causa disturbi nel fegato e disturbi ai reni. |
|
Eccesso
Tossico |
Allergie
cutanee, cancro della bocca e dell'intestino, disfunzioni renali e cardiache,
emorragie, ipotensione, nausea, vomito, malessere, tremori
muscolari, paralisi. |
|
Regolatori |
Aglio,
cipolla, uova, fave, mele. |
Tabella
2
Il
cadmio fu scoperto nel 1817 dal chimico tedesco Friedrich
Stromeyer che lo individuò nelle incrostazioni
presenti all'interno di una fornace di zinco. Fonde a 321 °C, bolle a 765 °C, ha
densità di 8,64 g/cm3. A temperatura ambiente si conserva inalterato per lungo
tempo, ma se riscaldato in presenza d'aria si incendia
facilmente e si trasforma nel corrispondente ossido, CdO,
generando una fiamma brillante.
In
natura, il cadmio non si trova allo stato nativo, ma
piccole quantità sono presenti in alcuni minerali, come ad esempio la greenockite, piuttosto rari e pertanto poco sfruttabili a
livello industriale.
Il
cadmio viene usato soprattutto nella cadmiatura, un trattamento metallurgico mediante il quale
viene depositato su superfici metalliche, in modo particolare di
acciaio, per ottenere un sottile strato protettivo. In lega con piombo, stagno
e bismuto viene utilizzato per preparare metalli
fusibili che trovano impiego nella produzione di varie apparecchiature
elettriche; inoltre, in lega con lo zinco, viene usato nella fabbricazione di
cuscinetti e nella saldatura.
Il
cadmio metallico, grazie all'elevato potere di assorbimento
dei neutroni, viene utilizzato nelle barre di controllo per i reattori
nucleari. I sali di cadmio trovano impiego in campo fotografico e nella
fabbricazione di fuochi artificiali, gomme, vernici fluorescenti, vetri e
porcellane. Il solfuro (CdS), un composto giallo
chiaro che si ottiene come precipitato da soluzioni di sali di cadmio in cui si
faccia gorgogliare solfuro di idrogeno, è usato come
pigmento e trova applicazione anche nella realizzazione di celle fotovoltaiche; le celle
elettrochimiche a nichel-cadmio inoltre sono ampiamente utilizzate in settori
specialistici.
Il solfato di cadmio, un composto di formula 3CdSO4·8H2O è un efficace astringente.
In Giappone si è verificata una
grave forma di inquinamento ambientale tra gli anni
'60 e '70: il più grave incidente ambientale nel mondo riguardante il cadmio è
avvenuto nella regione di Jintsu, dove le colture di
riso per il consumo locale venivano effettuate con acqua di irrigazione attinta
da un fiume contaminato da cadmio proveniente da operazioni di estrazione e
fusione dello zinco che si svolgevano a monte della regione stessa. La
malattia, riscontrata nel 1946, è caratterizzata da osteomalacia con fratture
patologiche, con incidenza prevalente fra donne di età
medio - avanzata. I sintomi prevalenti erano dolori ai reni, da cui il nome dato alla sindrome "Itai, itai" (grido di dolore
equivalente a "ahi, ahi") così denominata
per gli acuti dolori localizzati alle articolazioni. La causa venne riconosciuta in una intossicazione cronica da cadmio
di origine alimentare, per la contaminazione di origine industriale delle
acque, quindi dei cibi. L'assunzione del cadmio da parte dei pazienti affetti da itai - itai
fu stimata pari circa dieci volte l'ingestione media dei Nordamericani.
Anche il riso coltivato in altre zone del Giappone risulta
spesso contaminato da elevate concentrazioni di cadmio; l'assunzione media di
cadmio con l'alimentazione da parte dei Giapponesi è quindi sostanzialmente superiore
rispetto a quella delle popolazioni di altri paesi industrializzati. Esiste la
prova che l'esposizione cronica al cadmio comporti, alla fine, una maggiore
probabilità di contrarre malattie renali. La concentrazione media di cadmio
nell'uomo è in aumento e in Giappone la quantità giornaliera media di cadmio
ingerito sta avvicinandosi al livello massimo raccomandato dalle autorità
sanitarie, sebbene tale limite sia stato fissato tenendo conto di un ampio
fattore di sicurezza. Il cadmio risulta un tossico in
grado di accumularsi nell'organismo se non viene eliminato rapidamente; la sua
vita media nell'organismo è di parecchi decenni. Le zone a maggior rischio risultano il Giappone e l'Europa centrale; in questi
territori l'inquinamento del suolo da cadmio è particolarmente elevato per la
contaminazione dovuta a produzioni industriali. Diverse malattie sono connesse
all'inquinamento da cadmio, la malattia itai - itai, che scoppiò nel bacino del fiume Jinzu-gawa
nella prefettura di Toyama, i disturbi respiratori
delle cinture industriali di Tokyo - Yokohama, Nagoya
e Osaka - Kobe. Queste forme di inquinamento
furono il risultato delle priorità date alla rapida crescita economica e
dell'abbassamento degli standard per la protezione della salute e della sicurezza
della popolazione. Le conseguenze portarono il Giappone a stabilire dagli anni
'

fiume inquinato da Cadmio
Poiché ha coefficiente
di dilatazione termica praticamente costante, il mercurio
viene usato nella costruzione dei termometri. È anche utilizzato in altri
apparecchi scientifici, come le pompe a vuoto, i barometri e gli interruttori.
Le lampade a vapori di mercurio trovano impiego come fonte di raggi
ultravioletti per uso domestico e per sterilizzare l'acqua; i vapori di
mercurio sono inoltre usati nei bollitori di alcuni
motori a reazione. Il mercurio si combina con tutti i metalli più comuni, a eccezione di ferro e platino, per formare leghe dette
amalgama. Un metodo di estrazione dell'oro e
dell'argento si basa sulla loro combinazione con mercurio, che viene poi
rimosso mediante distillazione. Il mercurio forma composti monovalenti e
bivalenti, tra i quali importanti sono il solfuro di mercurio, noto
antisettico; il cloruro di mercurio, o calomelano, usato negli elettrodi; il
cloruro di mercurio, estremamente corrosivo;
alcuni medicinali, come ad esempio il mercurio cromo.
Tutti noi assumiamo un po’ di mercurio dal cibo e dall’aria. Viene utilizzato in grandi quantitativi nelle ditte di pitture
latex. L’avvelenamento da
Mercurio colpisce il cervello, causa una forte
condizione di imbarazzo. Il mercurio è altamente
tossico, sia in forma di vapore sia come sale solubile. L'avvelenamento cronico da mercurio, che insorge quando piccole quantità dei suoi
sali liposolubili, in particolare il metilmercurio,
vengono ingerite per lunghi periodi, causa danni irreversibili al cervello, al
fegato e ai reni. Attualmente è posta molta attenzione allo scarico non
controllato
Sul fatto che sia un inquinante
ambientale con effetti tossici sull’uomo (per sistema nervoso e reni in
particolare) ormai non ci sono più dubbi, dubbi che
permangono, invece, su quali siano gli effetti a lungo termine di bassi livelli
di esposizione. Se ne è occupato il New England
Journal of Medicine, in riferimento alla sua presenza nel pesce, con risultati
contrastanti. La controversa storia del mercurio è venuta
alla luce per la prima volta in Giappone dopo una serie di episodi di
avvelenamento e le manifestazioni conseguenti: annebbiamento della vista,
perdita di sensibilità, sordità, fino a episodi più gravi con addirittura morti
per intossicazione, si verificò un gravissimo
inquinamento da mercurio, scaricato da una fabbrica nell'acqua. I pesci,
particolarmente resistenti a questo metallo, non morirono, ma gli abitanti del
luogo, che si cibavano di rilevanti quantità di pesce inquinato, furono colpiti
da diverse patologie (malformazioni e aborti, gravi alterazioni nervose e così
via). In questa occasione i gatti, che sono particolarmente sensibili al
mercurio, furono colpiti dalla cosiddetta "sindrome danzante", sintomo di una
encefalite tossica, che sia pure tardivamente indirizzò verso la scoperta della
natura e dell'origine dell'intossicazione (vedi
approfondimento). Eventi associati all’ingestione di pesce contaminato con
livelli di mercurio superiori alle 10 ppm, un quantitativo decisamente superiore a quello normalmente
presente nel pesce ed associato ad inquinamento ambientale. Dati
più recenti, poi, hanno associato l’esposizione fetale a metilmercurio
ad alti livelli, ad un calo in una serie di parametri neurologici. Numeri che
hanno condotto un’istituzione americana come l’EPA (Environmental
Protection Agency) a
rivedere verso il basso i valori associati alla sicurezza, cui ha fatto seguito
un’analoga presa di posizione del FDA (Food and Drug Administration) su consumo
di pesce e mercurio. Attualmente le indicazioni
cautelari riguardo al consumo di pesce sono rivolte alle donne in gravidanza,
cui è raccomandato di evitare pesci ad alto contenuto di mercurio: sgombro,
pesce spada e squalo in particolare. Una raccomandazione
estesa a donne che stanno allattando o a bambini, pur non essendoci evidenze
dirette sui rischi di questi due gruppi. Il primo dei due studi
considerati suggerisce che il metilmercurio possa avere
un effetto negativo sulla salute cardiovascolare degli uomini adulti. Uno studio
condotto in otto paesi europei ed in Israele ha messo in relazione la presenza
di mercurio nelle unghie con il rischio di infarto. I ricercatori
hanno, trovato una associazione
significativa tra livelli di mercurio e rischio di infarto del miocardio, che
sembrerebbe anche ridimensionare l’effetto cardioprotettivo
dell’assunzione di pesce. Un'altro studio, al contrario, non ha trovato alcuna associazione tra metilmercurio e malattie coronariche. In questo caso è stato documentato il livello
di mercurio in una coorte di 34000 pazienti seguiti per 5 anni. Sono stati
documentati 470 casi di malattia coronarica, un
numero troppo esiguo per essere significativo, anche
se non si può escludere una debole relazione. L’ipotesi che il mercurio possa contribuire alle malattie cardiovascolari non è –
secondo un editoriale che accompagna gli studi – da scartare. Si rendono
necessari, però, ulteriori studi, su campioni più
considerevoli, particolarmente utili sulle popolazioni nelle quali il pesce
rappresenti uno dei cardini della dieta. Nel caso del mercurio, il composto più
spesso implicato è un sale organico, il metilmercurio. Il suo accumulo
nell'organismo conduce a una serie di disturbi
soprattutto neurologici: dalla sordità alla paralisi ed è potenzialmente
mortale
L'inquinamento da mercurio è soprattutto nel pesce
Già nel
Le diverse
fonti di mercurio negli ecosistemi di acqua dolce
Il mercurio è
usato in molti prodotti differenti. È estratto dagli esseri
umani e fino alla fine del ventesimo secolo, era principalmente usato
nei termometri. Al giorno d'oggi, si valuta che il 22%
del consumo annuale mondiale di mercurio sia usato in apparecchiature
elettriche ed elettroniche, così come in numerosi prodotti per le famiglie,
materiali per otturazioni dentali, processi industriali, in barometri, e molti altri strumenti da laboratorio. È inoltre un oligoelemento
in combustibili fossili (soprattutto carbone). Ancora, è usato in
apparecchiature mediche, trasmissioni di dati, telecomunicazioni, e telefoni
cellulari. Il mercurio inoltre è usato in batterie, alloggio per interruttori,
e tavole di cablaggio per stampa. Il mercurio gassoso è usato in lampade a
vapori di mercurio e cartelli pubblicitari. Anche se questa quantità è piccola
per ogni singola componente, 315 milioni di computer
obsoleti entro l'anno 2006 rappresentano in totale più di
Quando il mercurio è scaricato nell'aria, può viaggiare per lunghe distanze ed essere quindi depositato in corsi d'acqua e laghi dall'atmosfera. La conversione di mercurio inorganico in mercurio metilico negli ambienti acquatici implica che il riciclaggio del mercurio dai sedimenti all'acqua, all'aria e indietro possa essere un processo rapido. I sali di mercurio ed il mercurio organico vengono velocemente assimilati dagli organismi in acqua. Invertebrati acquatici, e specialmente insetti acquatici, accumulano il mercurio in alte concentrazioni. Inoltre i pesci assimilano il metallo e lo mantengono nei tessuti principalmente sottoforma di metilmercurio, anche se la maggior parte del mercurio ambientale a cui sono esposti è inorganico. Le indicazioni sono che il metilmercurio nei pesci è associato con le branchie dei pesci, la superficie, o l'intestino. L'eliminazione di metilmercurio è lenta da parte dei pesci (con periodi nell'ordine di mesi o anni) e da altri organismi acquatici. La perdita di mercurio inorganico è più veloce e quindi la maggior parte del mercurio nei pesci è mantenuto sotto forma di metilmercurio.

fiume inquinato da mercurio
Il mercurio è tossico per i microrganismi, perché il mercurio inorganico è
stato segnalato avere effetti in concentrazioni di 5 μg/litro, ed i
residui a base di mercurio a concentrazioni almeno 10 volte inferiori a questa.
Un fattore che interessa la tossicità dell'organometallo
è il tasso di assorbimento del metallo da parte delle cellule. Il mercurio è
limitato alle pareti delle cellule o alle membrane delle cellule
dei microrganismi, apparentemente ad un numero limitato di siti di legame. Ciò
significa che gli effetti sono collegati alla densità delle cellule così come
alla concentrazione di mercurio nel substrato. Tali effetti sono spesso
irreversibili, ed il mercurio in basse concentrazioni rappresenta un grave
rischio per i microrganismi.
Tossicità
per gli organismi d'acqua dolce
Le forme organiche di mercurio sono generalmente più tossiche per gli
organismi acquatici che per le forme inorganiche. Le piante acquatiche sono
influenzate dalla presenza di mercurio nell'acqua a concentrazioni che si
avvicinano a 1 mg/litro per mercurio inorganico, ma a concentrazioni molto più basse di mercurio organico. Gli invertebrati
acquatici variano notevolmente nella loro predisposizione a mercurio.
Generalmente, le fasi larvali sono più sensibili degli adulti (1-10 μg/litro
causano normalmente tossicità acuta). La tossicità è influenzata da
temperatura, salinità, ossigeno disciolto, e durezza dell'acqua. Un'ampia
varietà di anomalie fisiologiche e biochimiche è stata
segnalata dopo che i pesci sono stati esposti a concentrazioni subletali di
mercurio, anche se l'importanza ambientale di questi effetti è difficile da
valutare. La riproduzione inoltre è influenzata negativamente dal mercurio.
Tossicità per gli esseri umani
Quando il mercurio si presenta in forma metilata, è assunto più prontamente dal
metabolismo che in forma immetilata. Esistono specie molto sensibili ad
avvelenamento da mercurio. L'EPA ha recentemente valutato che da
Il livello della tossicità da esposizione a mercurio dipende da molte
variabili, compreso il tipo di mercurio in questione, la quantità che entra nel
corpo, in che modo entra nel corpo, e l'età
dell'individuo esposto al metallo. Tutti noi siamo esposti a quantità di
mercurio estremamente ridotte, che ci piaccia o no. I
modi più comuni con cui entriamo in contatto con mercurio sono il consumo di
certi pesci, così come del mercurio contenuto in materiali per otturazioni
dentali d'argento (anche se sono sempre meno usati). Benché
l'esposizione del mercurio in tal forma sia bassa e non dovrebbe comportare un
rischio per la salute, la sovraesposizione dovrebbe certamente causare
preoccupazione. Il mercurio organico esprime la propria tossicità
principalmente nel sistema nervoso centrale. Può anche interessare organi
importanti quali i reni, e sistemi quale il sistema immunitario. Un esempio degli effetti pericolosi del mercurio è il consumo da
parte di una donna incinta di semi di grano o pesci altamente contaminati da mercurio. I feti sono
noti per sviluppare seri problemi neurologici in conseguenza di ciò. Il motivo
è che il cervello ed il corpo di feti, infanti ed i piccoli bambini si
sviluppano velocemente e sono più suscettibili alla tossicità rispetto ad un
cervello adulto. I composti organici del mercurio possono essere assorbiti quando sono ingeriti oralmente o quando entrano in contatto
con la pelle. Quando è all'interno del corpo, il mercurio metilico diffonde in
tutti i tessuti del corpo ma sembra concentrarsi nel
sangue e nel cervello.
Durante gli anni '90, la
normativa del governo degli USA ha ridotto fortemente le emissioni di mercurio
dall'incenerimento di rifiuti medici e municipali, lasciando come ultima fonte
rilevante gli impianti elettrici, che emettono in totale 48 tonnellate di
mercurio all'anno. Nel
Il
piombo metallico è tenero, malleabile, duttile e, se riscaldato leggermente,
può essere fatto passare attraverso piccoli fori. È poco resistente alla
trazione ed è un cattivo conduttore di elettricità. Se esposto all'aria, varia rapidamente aspetto e assume una
colorazione blu - grigiastra piuttosto opaca, molto
diversa dalla consueta lucentezza metallica. Fonde a 328 °C, bolle a 1740 °C, ha
densità di 11,4 g/cm3. È solubile in acido nitrico, ma
poco attaccabile dall'acido cloridrico e dall'acido
solforico a temperatura ambiente. Reagisce lentamente con l'acqua, in presenza
d'aria, per formare idrossido di piombo, un composto leggermente solubile. Esistono
otto isotopi naturali del piombo, quattro dei quali sono stabili. Il piombo
206, il piombo 207 e il piombo 208 sono rispettivamente i prodotti finali del
decadimento di uranio, attinio e torio; il piombo 204,
anch'esso stabile, non ha precursori radioattivi naturali.
Il
piombo è abbondantemente diffuso in tutto il mondo sotto forma di solfuro, nel minerale chiamato galena e in minerali di secondaria
importanza come la cerussite e l'anglesite.
Viene estratto mediante un processo di arrostimento e
riduzione, che consiste nella conversione del piombo a ossido e nella
successiva riduzione con carbone coke in fornace. Un altro
metodo prevede l'arrostimento in fornace a riverbero, finché parte del solfuro
è convertita in ossido o solfato; quindi, rimuovendo l'aria e innalzando la
temperatura, il solfuro di piombo iniziale si combina con il solfato e con
l'ossido, producendo piombo metallico e biossido di zolfo. I materiali di
scarto, recuperati da vari processi industriali e quindi fusi,
costituiscono una fonte importante di piombo. Poichè
spesso la galena contiene altri minerali, nel piombo ottenuto
sono presenti impurità come rame, zinco, argento e oro. Il recupero di
metalli preziosi dai minerali di piombo è importante almeno quanto la sua
produzione. Argento e oro si recuperano attraverso il
processo Parker, che utilizza una piccola quantità di
zinco, mescolata al piombo fuso, per sciogliere i metalli preziosi; la lega
fusa risale alla superficie e viene rimossa, mentre lo zinco è separato tramite
distillazione. Il piombo impuro viene spesso
purificato mescolando il piombo fuso in presenza di aria: con questo
procedimento gli ossidi delle impurità metalliche risalgono alla superficie e
possono essere eliminati. I più alti gradi di purezza vengono
raggiunti elettroliticamente.
Il
piombo è usato in enormi quantità nelle batterie e come rivestimento di cavi
elettrici, tubi, serbatoi, e negli apparecchi per i raggi X. Per la sua elevata
densità e la grande sezione di cattura, il piombo
trova impiego come sostanza schermante per i materiali radioattivi. Numerose
leghe contenenti un'alta percentuale di piombo sono
utilizzate nella saldatura, per i caratteri da stampa, per gli ingranaggi. Una
quantità considerevole di composti di piombo è inoltre consumata nella
formazione di composti, specialmente per vernici e pigmenti.
Le
fonti principali di piombo si trovano in Australia, negli Stati Uniti, in
Canada, Messico, Perù, Serbia, Montenegro e Russia.
Il carbonato basico di piombo, (PbCO3)2· Pb(OH)2, comunemente detto piombo bianco o biacca, usato come pigmento fin dall'antichità, trova tuttora impiego come componente di smalti e pigmenti. Tuttavia, visti i pericoli derivanti dall'avvelenamento, recentemente si è ridotto l'uso di vernici al piombo, in modo particolare per gli interni e per le stoviglie. Il più antico metodo di preparazione del piombo bianco è il cosiddetto processo Dutch: frammenti di piombo e acido acetico vengono immessi in recipienti di terracotta, avvolti in pezzi di corteccia ricca di tannini, e lì inizia una reazione di fermentazione della corteccia con l'acido acetico, che dura globalmente circa 90 giorni. Esistono metodi più rapidi, di maggior peso dal punto di vista industriale: ad esempio l'elettrolisi, o la miscela forzata di aria calda e diossido di carbonio in cilindri che contengono polvere di piombo e acido acetico. Il monossido di piombo (PbO), una polvere cristallina gialla ottenuta scaldando piombo in corrente d'aria, è usato per preparare i vetri flint, come essiccante per gli oli e le vernici, e nella produzione di insetticidi. Il piombo rosso, o minio (Pb3O4), una polvere cristallina di colore rosso, preparata ossidando il monossido di piombo, è il pigmento contenuto nelle vernici antiruggine per ferro o acciaio. Il cromato di piombo, o giallo cromo (PbCrO4), viene preparato dalla reazione fra acetato di piombo e bicromato di potassio, e utilizzato come pigmento giallo; il rosso cromo, il giallo-arancio e il giallo-limone sono alcuni dei pigmenti ottenuti da questo composto. Il piombo acetato (Pb (C2H3O2)2· 3(H2O), una sostanza bianca detta zucchero di piombo a causa del suo sapore dolciastro, è preparata sciogliendo il monossido nell'acido acetico. Trova impiego come mordente nei coloranti, come essiccante per vernici e smalti, e per preparare diversi composti di piombo. Il piombo tetraetile (Pb(C2H5)4) è il componente principale degli additivi antidetonanti contenuti nella benzina ed è considerato uno dei maggiori inquinanti dell'aria.
L’ingestione
di piombo risulta per l’organismo notevolmente
tossica, e causa una forma di avvelenamento dai sintomi caratteristici, detta
saturnismo. Tali manifestazioni si verificano soltanto
dopo che l’organismo ha accumulato una determinata quantità di questo metallo,
e comprendono anemia, aumento della pressione sanguigna, debolezza,
stipsi,
coliche,
insufficenza renale, ipertensione, iperurecimia e gotta, e, spesso, paralisi degli arti a livello dei polsi e delle caviglie. Il
piombo può inoltre provocare fenomeni di amnesia,
ovvero di perdita della memoria; se l’avvelenamento colpisce bambini, può
ritardarne lo sviluppo motorio e causare problemi all'udito e all'equilibrio.
Il trattamento dell'avvelenamento da piombo include la somministrazione di un
sale del composto detto EDTA (acido etilendiamminotetracetico):
questo sale, il calcio disodio etilendiamminotetracetato,
reagisce con il piombo; ciò determina la formazione di un complesso piombo - EDTA
che precipita e viene espulso mediante l’urina.
Il piombo, gia noto per il suo
legame con il traffico veicolare, tende ad accumularsi nelle ossa e si rivela
particolarmente pericoloso per i bambini. Anche in
questo caso si hanno danni neurologici, ma anche interferenze con il
metabolismo della vitamina D, quindi con l'accrescimento e il mantenimento
della massa ossea.
Il piombo può essere introdotto nell’organismo attraverso 3 vie:
ü
inalatoria
ü
orale
ü
cutanea
Via inalatoria: riguarda prevalentemente l’esposizione professionale. In ambiente di lavoro il piombo, sotto forma di polveri e fumi, finisce nell’organismo attraverso la via respiratoria.
Via orale: riguarda prevalentemente l’esposizione extra-professionale,
dovuta a:
Via cutanea: l’assunzione del piombo tramite la pelle, peraltro modesto, si può verificare tramite contatto, ad es., con benzine contenenti piombo.
La tabella 3 elenca le principali attività lavorative che comportano esposizioni al piombo.
|
Atività lavorative |
|
Tabella 3
L’intossicazione cronica da piombo, prevalentemente professionale, viene chiamata saturnismo.
Il saturnismo può dar luogo a svariate manifestazioni:
L'intossicazione
acuta, oggi estremamente rara, può arrivare
all’encefalopatia (danno cerebrale) e al coma.
Esistono attualmente diversi test di laboratorio
che si utilizzano per il controllo periodico dei lavoratori esposti al piombo. Essi
sono:
Il D.Lgs. 277/91 stabilisce dei valori limite ambientali (riferiti cioè al contenuto di piombo nell’aria espressi come media
ponderata su un periodo di riferimento di otto ore), e dei valori limite biologici (riferiti al
contenuto di piombo nel sangue e nelle urine).
Valori limite :
|
150 µg/m3d’aria
Il mancato rientro sotto tale limite, dopo 30 giorni dal superamento, causa la sospensione dell’attività |
|
70 µg/dLdi sangue
(il limite di 70
viene ridotto a 40 per le lavoratrici in età fertile).
|
Vengono inoltre fissati dei "valori
di attenzione", più bassi dei precedenti, superati i quali il
datore di lavoro dovrà attuare una serie di provvedimenti.
Valori di attenzione :
Secondo natura
– Ed. Longanesi
Dizionario omeopatico d’urgenza
Minerali e metalli pesanti – Rainer – Ed. CorpoVerde
Metalli Tossici – P.Eck, L. Wilson – Ed. Sinai;
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Il Mineralogramma è attualmente l'esame di laboratorio più moderno ed accurato per misurare i livelli dei minerali nell'organismo ed un eventuale accumulo di minerali (metalli), poiché:
1. non è invasivo e facile da eseguire
2. è preventivo poiché permette di conoscere i valori intracellulari dei principali minerali, tra cui quelli tossici, dando la possibilità di valutare il reale metabolismo corporeo
3. permette una comprensione dei sintomi del paziente quando ancora non è rilevabile un danno manifesto da altri esami come quello del sangue e delle urine che forniscono solo i valori delle sostanze esterne alla cellula.
L'Analisi minerale tissutale, è un test che si realizza mediante l'analisi, in genere, dei capelli cresciuti nell'ultimo mese, mediante la spettrofotometrica ad assorbimento atomico. Perché i capelli ? Essi sono un campione facile da prelevare, senza trauma (tagliandoli), sono stabili e non richiedono manipolazioni per spedizione e trasporto, inoltre fornendo una lettura intracellulare dei minerali, danno uno spaccato dell'attività metabolica reale. Fatto importante è che nei capelli i livelli dei minerali sono circa 10 volte maggiori di quelli del sangue, fatto che consente di ottenere una maggiore accuratezza nei risultati. Questo è un test valido per tutti, ed assume un ruolo importante nell'ambito dell'investigazione biologica a livello nutrizionale e permette di comprendere meglio i processi fisiopatologici e biochimici. Sarebbe auspicabile farlo annualmente, soprattutto nella nostra società che sempre più ci crea eventi stressanti i quali ci fanno bruciare molti minerali preziosi che, al contempo, non troviamo più ben rappresentati nel cibo che assumiamo: sempre meno biologico e sempre più manipolato, conservato, irradiato, mangiato fuori stagione.
L'esame consente di conoscere le esatte necessità individuali vitaminico/minerali e gli alimenti necessari per riordinare un organismo; i controlli successivi permettono di conoscere l'andamento della terapia e le reazioni della stessa. L'analisi del mineralogramma consente di visionare la cellula per osservare e comprendere il suo specifico metabolismo, in quanto quest'ultimo non avviene nel sangue o nelle urine. Nel laboratorio, il campione dei capelli viene lavato con una soluzione neutra, per eliminare le sostanze esterne; successivamente i capelli vengono sciolti in soluzione acida poi analizzata da uno spettrofotometro ad assorbimento atomico od a scansione, capaci di determinare la presenza dei minerali cercati in parti per milione o addirittura per miliardo. Quest'analisi ha una importante caratteristica: non è influenzata da eventi esterni come: medicazioni, fasi digestive, emozioni, stress e, come già detto, fornisce le indicazioni sui livelli di minerali intracellulari. Il fatto invece di poter considerare i livelli di intossicazione intracellulari, permette di controllare l'intero funzionamento metabolico dell'organismo e di poter meglio intervenire con terapie adatte, oltre al fatto di conoscere anche i fattori tossici che sempre più sono coinvolti nelle malattie.
Con questo test si ottengono informazioni sui rapporti qualitativi fra i minerali, sul grado di stress, sul tipo ossidativo e sulle disfunzioni metaboliche ancora prima che si manifestano i sintomi; con questa tecnica, si possono conoscere completamente le alterazioni nutrizionali di un soggetto, cioè le sue personali intossicazioni. Esso permette di misurare la funzione del sistema nervoso autonomo; determinare i valori ideali dei minerali nel corpo ed ottenere la possibilità di sapere quali sono i minerali integratori da fornire all'organismo interessato ed infine permette di correlare gli stati patologici, psicologici e mentali con gli stati di ossidazione cellulare. Una volta conosciuti i valori dei singoli componenti, si conosceranno le eccedenze o le carenze dei minerali che non sono facilmente rilevabili per esempio dalle analisi del sangue; troveremo le intossicazioni accumulate nell'organismo o le carenze di fattori vitali sempre indispensabili al buon funzionamento della macchina umana. Ogni laboratorio oltre a fornire i dati su metalli tossici e minerali, sia ponderali che traccia, sarà in grado di fornire le indicazioni di massima per il tipo e l'utilizzo degli integratori adatti al ripristino dei valori normali corporei.
torna alle fonti di inquinamento dell'alluminio
Esempi:
La capacità di un animale di segnalare rischi ambientali dipende da alcune condizioni, e i cosiddetti "gatti di Minamata" sono un esempio del ruolo fondamentale che, nell'uso degli animali-sentinella, ha la particolare sensibilità delle diverse specie a un certo inquinante. Agli inizi degli anni Settanta, nella baia di Minamata, in Giappone, si verificò un gravissimo inquinamento da mercurio, scaricato da una fabbrica nell'acqua. I pesci, particolarmente resistenti a questo metallo, non morirono, ma gli abitanti del luogo, che si cibavano di rilevanti quantità di pesce inquinato, furono colpiti da diverse patologie (malformazioni e aborti, gravi alterazioni nervose e così via). In questa occasione i gatti, che sono particolarmente sensibili al mercurio, furono colpiti dalla cosiddetta "sindrome danzante", sintomo di una encefalite tossica, che sia pure tardivamente indirizzò verso la scoperta della natura e dell'origine dell'intossicazione. Purtroppo il segnale inviato dai gatti, che si ammalavano e morivano prima degli uomini, non fu interpretato tempestivamente e gli interventi sulla popolazione umana furono tardivi, quando i danni erano già stati provocati. Un altro esempio della sensibilità specifica a taluni inquinanti ambientali è senza dubbio la cosiddetta "anemia del cane del garagista", una particolare forma di saturnismo (intossicazione da piombo) causata dal piombo tetraetile presente nelle benzine e che si accumula nell'aria soprattutto nelle autorimesse sotterranee, con scarsa ventilazione. Il cane (come altri canidi) è molto sensibile al piombo, e infatti nei canidi selvatici dello zoo di Milano, posto al centro della città e oggi chiuso, furono riscontrate forme analoghe di saturnismo. Il benzene e gli altri composti aromatici contenuti nei carburanti cosiddetti verdi sono pericolosi cancerogeni. Di norma vengono bruciati dal motore e dalla marmitta catalitica, purché sia efficiente e soprattutto ben calda. Ma quando l'auto (soprattutto se vecchia e la combustione non ben regolata) viene avviata in garage, nell'aria si accumulano composti cancerogeni pericolosi per il cane ma anche per l'uomo.
Gli animali sentinella:
Gli uccelli, soprattutto di piccola dimensione, sono molto sensibili agli inquinanti e quindi tra le migliori sentinelle, ciò è dovuto al fatto che hanno un metabolismo molto elevato e assumono grandi quantità di inquinanti rispetto al loro peso. Un uccellino ogni giorno mangia una quantità di cibo pari al proprio peso: sarebbe come se un uomo mangiasse settanta chili di alimenti al giorno! Per la stessa ragione un piccolo uccello respira molta aria. Se nel cibo o nell'aria sono presenti inquinanti, anche in concentrazioni poco dannose per l'uomo, l'uccellino può riportarne gravi danni e morire: segnali che, se individuati e correttamente interpretati, possono portare all'identificazione di un rischio ambientale. All'opposto, animali che hanno un metabolismo rallentato, come tutti gli animali a sangue freddo (rettili, anfibi, tartarughe, pesci), sono anche meno sensibili agli inquinanti e dunque "cattive" sentinelle. A questo riguardo è importante segnalare che, tra gli animali marini, i cetacei come i delfini e le foche (che sono a sangue caldo) sono più sensibili agli inquinanti dei pesci.
Bioconcentrazione:
Nell'immediato dopoguerra, con la diffusione delle prime centrali nucleari, si ebbero incidenti apparentemente limitati e, nelle zone vicine alle centrali, si constatò che le volpi presentavano alterazioni alla tiroide. Il fenomeno, quando venne pienamente alla luce, allarmò i responsabili sanitari locali, che avevano sottovalutato la "bioconcentrazione" che si manifesta negli animali che si trovano in una posizione elevata della catena alimentare. Un animale infatti può ospitare nel suo organismo un inquinante in una concentrazione molto bassa e trascurabile per la sua salute. Se l'inquinante è però resistente ai processi metabolici e l'animale viene mangiato da un altro, si ha una concentrazione dell'inquinante nel predatore. Se il processo di predazione, secondo il concetto per cui il pesce grosso mangia il pesce piccolo, si ripete molte volte, attraverso un processo detto appunto di bioconcentrazione, negli animali al vertice della catena alimentare l'inquinante può raggiungere concentrazioni pericolose, soprattutto per le specie particolarmente sensibili a quelle sostanze. Le volpi, predatori posti quasi al vertice di una catena alimentare, mangiando roditori o altri animali, che a loro volta si cibano di insetti o erbe contaminate da iodio radioattivo sfuggito dalle centrali nucleari, avevano concentrato nella loro tiroide iodio radioattivo in quantità tale da risentirne. La determinazione della radioattività nella tiroide delle volpi si rivelò un prezioso mezzo di identificazione della fuga anche di piccole quantità di iodio radioattivo, dovuta al cattivo funzionamento dei filtri. Gli animali sono stati coinvolti anche nell'incidente nucleare di Cernobyl. Tuttavia, data l'evoluzione delle tecnologie di rilevamento dei diversi componenti radioattivi, in particolare iodio e cesio, la loro funzione di sentinelle è stata limitata. Invece è stato molto importante il loro ruolo di filtro e di concentrazione degli elementi radioattivi, in riferimento alla produzione di alimenti per l'uomo, per verificare la presenza di iodio nel latte e di cesio nelle carni.
Animali filtro:
In diverse aree, per esempio nella zona di Treviso, nelle mucche è stata rilevata un'intossicazione cronica da cromo esavalente, rintracciato nell'acqua e proveniente da industrie di cromatura dei metalli. Si è cominciato ad avere il sospetto di un'intossicazione perché le mucche, che bevono elevate quantità di acqua (anche mezzo quintale al giorno), avevano ridotto la loro fertilità. La conferma dell'intossicazione da cromo esavalente è venuta quando sono state riscontrate elevate quantità di questo metallo nei reni delle mucche, organi-bersaglio dell'inquinante. Il cromo esavalente è tossico anche per l'uomo e, individuato il tipo di inquinamento e la sua fonte, è stato possibile intervenire e salvaguardare anche la salute delle persone.
Attraverso questi meccanismi di biodistruzione e di deposito in organi o tessuti non alimentari, il latte e la carne sono alimenti che in buona parte vengono protetti dagli inquinanti grazie all'azione di filtro. Minore protezione si ha invece mangiando organi filtro come i rognoni (rene), il fegato o altre frattaglie.
Le api sono insetti che, per produrre il miele, raccolgono il polline visitando molti fiori e quindi battendo vaste aree. Perciò esiste la possibilità che non solo raccolgano inquinanti, ma anche che li concentrino nel miele. A questo punto occorre fare una distinzione tra gli inquinanti innocui o tossici per le api. Le api concentrano nel miele gli inquinanti che per loro sono poco pericolosi. Per esempio il cadmio è un metallo pesante pressoché innocuo per le api, ma non per i mammiferi, uomo compreso. Si è visto che certe qualità di carbone contengono cadmio che è diffuso dai fumi di combustione, se questi non vengono purificati con filtri adeguati. E si è dimostrato che il miele prodotto da api di arnie poste sotto vento rispetto a centrali termoelettriche a carbone, i cui fumi non erano ben filtrati, conteneva sensibili quantità di cadmio, difficilmente rilevabili con analisi ambientali. In questo caso le analisi sul miele hanno evidenziato un rischio per l'uomo e gli animali a sangue caldo. Quando invece le api vengono a contatto con inquinanti per loro tossici, come i pesticidi organofosforici, e le concentrazioni sono elevate, si ha in esse una mortalità variabile e, dal numero di api morte che vengono raccolte attorno all'alveare, si può risalire al rischio pesticidi nella zona.
E' sempre più ovvio il concetto che un alimento sano può derivare soltanto da un ambiente sano. E l'ambiente comprende anche l'alimento di cui si nutrono gli animali. Gli animali possono svolgere un'azione di filtro senza pregiudicare la qualità degli alimenti da loro prodotti, ma al tempo stesso svolgendo la funzione di animali-sentinella. I ruminanti (bovini e pecore) sono efficaci filtri per il piombo alimentare: non lo si ritrova nel latte e nelle carni, ma rintracciarlo nelle loro ossa è un indicatore della presenza del metallo nell'ambiente. Lo stesso avviene nel cavallo per quanto riguarda il cadmio, che si deposita nella milza, e proprio per questo in Italia è in atto un monitoraggio utilizzando il cavallo come animale-sentinella. Il mercurio si concentra soprattutto nelle catene alimentari marine e la sua concentrazione aumenta negli animali più in alto nella catena della predazione: per esempio nel pesce spada e nel tonno. Per questo esiste una normativa di monitoraggio del mercurio nel pesce. E' interessante ricordare che i livelli di sicurezza stabiliti per l'uomo sono diversi da quelli stabiliti per gli animali per i quali i livelli sono più bassi, in quanto spesso sono più sensibili dell'uomo. Con un corretto monitoraggio degli animali produttori di alimenti per l'uomo, sfruttando gli organi bersaglio e usando contemporaneamente i concetti di animale-sentinella e animale-filtro è possibile controllare la qualità dell'ambiente e assicurare all'uomo alimenti sani e non rischiosi.
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malattia caratterizzata dall’insufficiente secrezione di paratormone da parte delle paratiroidi (4 piccole ghiandole situate dietro alla tiroide).
Il paratormone ha la funzione di controllare la concentrazione di calcio e fosforo nel sangue andando ad agire a livello dell’intestino, dei reni e delle ossa. La carenza di questo ormone determina una ridotta concentrazione di calcio nel sangue che, a sua volta, è responsabile delle manifestazioni dell’ipoparatiroidismo.
Quando la malattia insorge lentamente i pazienti possono essere quasi o del tutto asintomatici fino a che le concentrazioni di calcio non risultano eccessivamente ridotte.
Le manifestazioni sono a carico del sistema nervoso (sensazioni di formicolio persistente alle dita delle mani, dei piedi ed intorno alla bocca), dei muscoli (contrazioni involontarie dei muscoli delle braccia, delle gambe e del volto), della pelle (che si presenta arida e soggetta ad infezioni fungine), delle unghie (che appaiono fragili, deformate, con striature trasverse), dei peli (che risultano diradati a livello delle ascelle e del pube), degli occhi (cataratta), del cuore (scompenso cardiaco, aritmie) e dell’intestino (malassorbimento intestinale).
La terapia: è di tipo sostitutivo ovvero viene dato per bocca, con cadenza giornaliera, il calcio che manca all’organismo.
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malattia scheletrica, caratterizzata da rammollimento delle ossa con produzione di deformità.
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è una degenerazione cronica e progressiva che interessa prevalentemente una piccola parte del sistema nervoso centrale chiamata sostanza nera, dove viene prodotta la dopamina, un neurotrasmettitore essenziale per un controllo efficace e accurato dei movimenti di tutto il corpo. É caratterizzata da tremore, rigidità e difficoltà nei movimenti.
Nelle fasi iniziali della malattia, i sintomi possono variare da persona a persona, ma, il sintomo caratteristico del morbo di Parkinson è il tremore della mano, che si manifesta generalmente a riposo ed è assente quando invece la mano viene utilizzata. Il tremore, associato a rigidità e difficoltà nei movimenti, inizia generalmente alla mano destra o al piede destro, può scomparire da un arto e colpirne un altro, finché, estendendosi progressivamente, nel volgere di due anni interessa entrambi i lati del corpo, facendo assumere alla persona un’andatura caratteristica: il tronco è inclinato in avanti mentre la colonna vertebrale, le anche, le ginocchia e le caviglie restano leggermente piegate. La scrittura diviene caratteristicamente tremante e con caratteri più piccoli (micrografia), la voce diviene flebile e qualche volta rauca, cambia l’espressione del volto dovuta alla riduzione della mimica facciale. Inoltre possono manifestarsi perdita involontaria di saliva, particolarmente di notte, ansia o depressione. Con il passare del tempo la situazione degenera per cui si resta immobili a letto. Il periodo entro il quale tutto questo processo si compie, varia da persona a persona, ma generalmente resta compreso tra i 10 ed i 20 anni.
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è un sintomo. I pazienti lamentano: “respiro breve”, “affanno”, “oppressione”, “incapacità a respirare profondamente”, ”soffocamento”, “mancanza d’aria”, o “dolore durante la respirazione”.
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è una infiammazione del rivestimento del colon o dell'intestino crasso, vi sono vari tipi di colite, con riferimento alla vastità della infiammazione, alla parte colpita e alla gravità dei sintomi. Allo stato iniziale la malattia è caratterizzata da crampi o dolori addominali, diarrea, bisogno di evacuare più volte al giorno, con l'aggravarsi della malattia si può avere sanguinamento rettale, muco e pus, febbre, crampi prima della evacuazione, fastidiosa sensazione di pienezza, anemia da carenza di ferro, calo di peso. In genere, in presenza di questa malattia, invece di essere assorbiti dall'organismo l'acqua ed i minerali, questi vengono rapidamente eliminati attraverso la parte inferiore del canale alimentare, provocando perdita di peso ed eventualmente disidratazione ed anemia.
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Il termine “colica” serve per indicare qualsiasi dolore legato alla
contrattura o allo spasmo di un organo cavo, cioè vuoto nel mezzo, come sono
quindi gli intestini, gli ureteri, il coledoco, la colecisti o cistifellea ecc.
Così ci sarà colica renale o ureterale, quando per la presenza di sabbiolina
oppure di un calcolo, si verifica la irritazione dell'uretere e di conseguenza
la sua contrattura; colica addominale quando ad esempio si crea una grossa bolla
d'aria nello stomaco e questo fa male la colica sarà quindi dovuta alla
contrattura persistente del colon che è irritato. Per quanto riguarda la colica
epatica, è opportuno ricordare che i calcoli non possono formarsi nel fegato, ma
all'interno della Colecisti, che è il sacchettino di raccolta della bile,
situato proprio sotto al fegato, e all'interno del coledoco, che è il canale che
congiunge il fegato prima con la colecisti, e successivamente con l'intestino.
Nel coledoco passa comunque la bile, che viene prodotta dal fegato.
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Per leucocitosi si intende l'aumento del numero dei globuli bianchi del sangue al di sopra dei valori normali (5000-8000 per ml) senza alterazione della loro qualità.
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Malattia metabolica dovuta a un difetto nella sintesi della porfirina, molecola che, all’interno dei globuli rossi, forma il gruppo eme dell’emoglobina. Il sintomo principale è un dolore all'addome intenso e persistente, che può essere avvertito anche nella schiena o nelle cosce. Altri sintomi frequenti sono: nausea, vomito, costipazione e in misura minore ipertensione, tachicardia, sudorazione, pallore. Inoltre esiste il pericolo di comparsa di complicazioni neurologiche, come la paralisi. Un buon indizio per una diagnosi positiva è dato dall'alterazione del colore dell'urina, che durante l'attacco diventa di colore mogano.
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detta comunemente "mal di testa", è uno dei disturbi più comuni e più fastidiosi ma ancora privo di una esatta ed esauriente spiegazione scientifica. Si presenta come un dolore alla testa, diffuso o circoscritto, pulsante o fisso, talvolta accompagnato da altri sintomi (vomito, febbre, vertigini, aumento della lacrimazione, fotosensibilità). Questo stato spiacevole può durare da qualche minuto fino a molte ore, ripresentandosi ad intervalli regolari (cefalea cronica) o soltanto sporadicamente, anche a distanza di molto tempo. La sensazione di dolore che si avverte è dovuta al fatto che il cervello percepisce alcune anomalie a suo carico, dovute a motivi non sempre conosciuti: l'ingrossamento dei vasi sanguigni, l'attivazione di alcune fibre nervose o la contrazione di alcuni muscoli pericranici, ad esempio. In altri casi, la cefalea è provocata da alcuni stati patologici, di cui è sintomo (cefalea secondaria), per cui la cura del malessere primario attenua o fa scomparire anche il mal di testa.
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patologia cronica della superficie cutanea, caratterizzata dalla comparsa di placche sulla superficie cutanea. La psoriasi, che alterna periodi di regressione a momenti di accentuazione dei sintomi, ha cause sconosciute. Nei malati è stato osservato un ricambio insolitamente rapido delle cellule dell'epidermide: infatti, la cute normale produce ogni giorno circa 1.200 cellule per cm2; nella cute psoriasica vengono prodotte 35.000 nuove cellule per cm2 al giorno. Anche la durata della vita media delle cellule è molto ridotta, passando dai 15 giorni nella cute normale a 36 ore in quella psoriasica. La malattia può causare poche lesioni molto piccole, e quindi arrecare solo un modesto danno estetico, o può interessare la maggior parte della superficie cutanea, mettendo in pericolo la stessa vita del malato. Tipicamente vengono colpiti gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e petto; nuove lesioni possono presentarsi nelle sedi sottoposte a traumi. La psoriasi non colpisce quasi mai i soggetti con la pelle scura e, spesso, all'interno della stessa famiglia, è ricorrente, ovvero tende a presentarsi in diversi membri di quella famiglia.
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disturbo dovuto ad alterazioni della motilità intestinale, che determinano un'evacuazione irregolare di feci secche e dure. La stipsi può essere un sintomo di gravi affezioni; nella maggior parte dei casi essa è, tuttavia, dovuta a un insufficiente apporto di liquidi o di fibre nella dieta, a preoccupazioni e ansia, o talvolta all'uso di farmaci. Per alleviare il disturbo sono in genere sufficienti pasti adeguatamente ricchi di fibre dietetiche ed esercizio fisico.
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mancanza di consapevolezza di tutte le sensazioni esterne e interne presenti in un dato momento.
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Complessa malattia causata da difetti del metabolismo dell'acido urico, prodotto di rifiuto del metabolismo che si accumula in concentrazioni anomale nel sangue e in altre parti dell'organismo. Normalmente è eliminato attraverso l'attività dei reni, ma se, per qualche ragione, la quantità di acido urico è superiore a quella che il rene riesce a smaltire, si accumula formando dei cristalli. La deposizione di questi cristalli che assumono configurazione aghiforme nella pelle, nelle articolazioni e nei reni crea dolore. Una dieta ricca di vino e birra, oltre che di cibi altamente proteici, può scatenare singoli attacchi dolorosi, ma non innesca il vero e proprio processo patologico. L'incidenza degli attacchi, in genere, non sembra essere influenzata né dal clima né dalla stagione. La gotta è rara nelle persone sotto i 30 anni; il 10-20% dei casi presenta una storia familiare della malattia. Circa il 95% delle vittime di questa affezione sono di sesso maschile. Gli attacchi acuti sono caratterizzati da forte dolore alle articolazioni, ai piedi (spesso all'alluce), alle caviglie e alle ginocchia e, meno spesso, all'anca, alla spalla, al polso o al gomito. In genere, l'attacco inizia all'improvviso e l'articolazione diventa gonfia, arrossata, infiammata e molto dolente. Se non trattati, gli attacchi possono durare da pochi giorni a oltre una settimana.