MATERIE PRIME DELL’ALLUMINIO: PRIMARIE E SECONDARIE

Quando si parla di "materie prime", generalmente si pensa alle materie prime naturali, pertanto si tende a giudicare il mercato delle materie prime secondarie in base a questo schema mentale.

La materie prime naturali sono, quindi, costituite dai minerali tipo la bauxite da cui dopo un lungo processo di lavorazione si estrae l’alluminio mentre, invece, le materie prime secondarie sono sinonimo di rottame e cioè tutto il materiale di scarto derivante da sfridi di lavorazione, boccami, scarti e vecchi manufatti usciti di scena per obsolescenza o senescenza.

L'industira dell'alluminio ottiene, dunque, le sue materie prime da due fonti: una primaria e l'altra secondaria.

Quella primaria è alimentata dalla bauxite, che viene lavorata per diventare ossido di alluminio, dal quale viene estratto il metallo per mezzo dell'elettrolisi (alluminio primario).

 

La fonte secondaria consiste in metallo usato derivante da prodotti alla fine del ciclo di vita (end of live) o in rottame proveniente dalla produzione o dalla lavorazione (alluminio secondario).

Il termine "primario" o "secondario" in sè non classifica la qualità, ma fornisce solo un'indicazione relativamente all'origine del metallo. Questa relazione si riferisce alla fonte della materia prima secondaria, cioè al riciclaggio dell'alluminio.

Al giorno d'oggi, la disponibilità di materie prime naturali è ancora ampiamente illimitata considerando gli attuali livelli di consumo. Infatti se il consumo attuale di circa 30 milioni di tonnellate salisse per arrivare a 40 milioni di tonnellate nel 2010, la domanda addizionale di 10 milioni di tonnellate verrebbe probabilmente coperta senza difficoltà sostanziali attraverso l'aumento dell'estrazione di bauxite nel periodo considerato.

Se si dovesse imporre l'utilizzo del solo alluminio riciclato, o che la percentuale di alluminio riciclato in un prodotto dovesse ammontare, ad esempio, al 70% allora sì che ci sarebbe un problema. Infatti anche se, ipoteticamente, si riuscisse a recuperare ogni grammo di rottame di alluminio, saremmo molto lontani dall'avere materiale ricilato a sufficienza per soddisfare queste richieste.

 

Attualmente, l'industria dell'alluminio raccoglie la maggior parte delle materie prime secondarie disponibili, e riesce a coprire il 30¸ 35% della domanda globale di alluminio con metallo secondario. Il motivo per cui questa percentuale non è maggiore non sta nella raccolta o recupero insufficienti. Il rottame di alluminio viene recuperato quasi completamente ogni qualvolta questa operazione sia giustificata economicamente. Persino l'alluminio contenuto nei materiali da imballaggio, che in passato finiva in discarica, oggi viene recuperato attraverso specifici sistemi di raccolta: si pensi all'alluminio presente nei poliaccoppiati. Oppure si pensi al caso delle automobili dove viene recuperato fino al 95% dell'alluminio utilizzato!

La spiegazione della discrepanza tra il secondario ed il consumo totale di alluminio è da ricercare nel fatto che il rottame d'alluminio è una materia prima la cui disponibilità non può essere aumentata a piacimento. E', infatti, possibile raccogliere e riciclare solo la quantità di alluminio che è già stata utilizzata in precedenza e che ha raggiunto la fine del suo ciclo di vita come prodotto.

 

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