IL ROTTAME D’ALLUMINIO

Il rottame di alluminio si presenta sotto una notevole varietà di forme che possono, però, essere classificati in quattro gruppi:

1) rottame per leghe da fonderia;

2) rottame per leghe da lavorazione plastica;

3) sfridi da lavorazione meccanica (torniture);

4) schiumature.

Vi sono circa 30 tipi commerciali di rottame che possono essere catalogati in questi gruppi principali. Criteri di differenziazione sono l'analisi chimica, la forma ed eventuali contaminazioni.

Un altro fattore di distinzione è il fatto se il rottame derivi:

1) direttamente da produzione;

2) dalla trasformazione;

3) da altri prodotti usati.

Un nuovo approccio che comprende ben noti e provati criteri di differenziazione, è lo standard per il rottame di alluminio prodotto dal Gruppo di Lavoro 20 del Cen/Tc 132 (Comitato Europeo per la Normazione) che comunque è ancora in fase di bozza: 16 standard individuali copriranno tutti i tipi di rottame. Questi standard individuali, con le relative classificazioni, rispecchiano le esigenze dell'industria della trasformazione del rottame di alluminio che ha un approccio tecnico completamente differente da quello dell'industria del primario.

Un metallurgista direbbe che una lega di alluminio è un materiale che ha l'alluminio come suo metallo di base, al quale sono stati aggiunti altri metalli per ottenere il materiale risultante con determinate caratteristiche. Pertanto un modo per produrre leghe di alluminio potrebbe essere quello di fondere alluminio puro e quindi aggiungere gli elementi alliganti. Ciò, in effetti, è quanto avviene di solito quando una lega viene prodotta sulla base di alluminio primario.

I raffinatori (o "refiners" cioè quelli che si occupano della produzione di leghe da fonderia partendo, appunto, dal rottame di alluminio) ed i rifusori (o"remelters" cioè quelli che si occupano della produzione di placche da laminazione o billette per estrusione) dell'alluminio scelgono un approccio diverso. I tipi di rottame che acquistano vengono campionati, con la loro composizione chimica stabilita in una rifusione di prova. I dati riscontrati in questo modo vengono immagazzinati in un computer per ogni lotto acquistato. Se un cliente, per esempio, richiede un certo tipo di lega, basandosi sul materiale immagazzinato e campionato, il computer mette insieme un carico che si avvicina alla composizione chimica della lega da produrre. Dopo la fusione del rottame, il metallo liquido viene caricato in un convertitore per la produzione della lega richiesta attraverso un processo di purificazione della fusione e, se necessario, attraverso l'aggiunta di elementi alliganti.

Quando una lega viene prodotta da rottame, il rottame ovviamente contiene già la maggior parte degli elementi alliganti. Il vantaggio di questo processo è ovvio: i suoi costi sono ragionevoli e, cosa molto importante, mette i raffinatori ed i rifusori in grado di produrre leghe di elevata qualità che soddisfano le richieste dei clienti.

Il rottame di alluminio, oggi, è una materia prima indispensabile per l'industria del metallo leggero, potendo essere trasformato in leghe da fonderia e da lavorazione plastica di elevata qualità. Ne segue che il rottame d'alluminio è un materiale di valore, e la legge dovrebbe trattarlo di conseguenza evitando che esso vada disperso in discariche o nell'ambiente, facendolo così rientrare continuamente nel ciclo produttivo.

La quantità di rottame d'alluminio che viene generata dipende principalmente da tre fattori:

1) la percentuale di alluminio utilizzata per la realizzazione di un certo prodotto;

2) la durata della vita di un prodotto (product lifetime);

3) la raccolta ed il recupero dei prodotti in alluminio destinati al riciclaggio.

Dal rottame si possono ottenere sia leghe da fonderia che leghe da lavorazione plastica. Un'aliquota che oscilla tra l'80 ed il 90% dei getti è ottenuta con leghe d'alluminio prodotte da rottame (materie prime secondarie). Secondo lo stato attuale della tecnologia, le leghe d'alluminio da fonderia, per via dell'elevata percentuale di elementi alliganti quali Silicio, Rame, Zinco e soprattutto Ferro, possono essere riciclate per diventare solamente leghe da fonderia. Le leghe da lavorazione plastica si potrebbero ottenere dai rottami che, però, necessitano di una preventiva operazione di selezione che va ad incidere sull'economicità e la semplicità di processo.

In vista della crescita costante del consumo di alluminio e con il conseguente aumento anche della quantità di rottame prodotto, oltre ad un certo ritardo temporale dovuto alla durata della vita di un prodotto, qualche volta in futuro si potrà raggiungere il punto in cui vi sarà una disponibilità di materie prime secondarie superiore a quanto necessario per la produzione di leghe da fonderia. Da un punto di vista ecologico una tale eventualità non è certo auspicabile visto che il rottame in surplus sarebbe destinato alla discarica, a causa della mancanza di opportunità di trasformazione! Comunque è difficile che un tale scenario si verifichi per le seguenti ragioni:

1) al momento attuale non vi sono segni di una futura saturazione della domanda di getti;

2) i crescenti sviluppi del processo di selezione dei rottami di alluminio, che consente di separarli in tipi per leghe da fonderia e tipi per leghe da lavorazione plastica, porta alla riduzione delle disponibilità di materie prime secondarie per i produttori di leghe da fonderia;

3) se vi fossero indicazioni di una sovrafornitura permanente di leghe da fonderia in futuro, allora i prezzi del rottame per questi materiali scenderebbero ad un livello così basso che l'alluminio giungerebbe a sostituire altri materiali. In tal modo la domanda di leghe da fonderia crescerebbe, e questo finirebbe con l'eliminare la situazione della sovrafornitura nel settore del rottame per leghe da fonderia;

4) i ricercatori del settore finora hanno affrontato solo parzialmente la questione se nell'alluminio con contenuti superiori di elementi alliganti si possa ottenere una riduzione di tali elementi attraverso adeguati (cioè economici) metodi di raffinazione.

In conclusione si può dire che il riciclaggio del rottame di alluminio ha un'eccellente storia di successi, dal punto di vista sia ecologico che economico. Messo in ombra tempo fa dall'alluminio primario, il secondario ha nel frattempo assunto una posizione largamente paritaria. Dopo adeguati trattamenti e preparazione, il rottame di alluminio costituisce una materia prima molto adatta per la produzione di leghe da fonderia e da lavorazione plastica. I requisiti di qualità che le leghe secondarie devono rispettare possono essere sempre soddisfatti, a parte rarissime eccezioni.

L'alluminio perciò fornisce un contributo significativo allo "sviluppo sostenibile", un criterio che diventa sempre più importante come banco di prova per materiali e prodotti.

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