
Facoltà di Ingegneria
Corso di Laurea Specialistica in
Ingegneria dei Materiali
Docente: prof. Diego Colombo
Studente: Maurizio Segalla
L’UTILIZZO DELLO ZIRCONIO PER LE PROTESI ORTOPEDICHE - Introduzione
Proprietà meccaniche e relativi vantaggi

Figura 1. Tavola periodica, dove si può notare lo zirconio con
numero atomico 40.
Metallo
bianco-argenteo con una densità relativa di 6.5 g/cm3
e un punto i fusione a
Lo zirconio
commercialmente puro non è un metallo dotato di grande
resistenza, avendo un carico di rottura di circa 220 MPa,
un allungamento del 40% una durezza di
30 Brinell, cioè circa le stesse proprietà fisiche
del ferro puro. Lo zirconio, comunque, ha una notevole
importanza nel settore degli impianti nucleari, a causa della sua bassa sezione
d’urto di cattura neutronica, stabilità termica e
resistenza alla corrosione. La sezione d’urto neutronica
dello zirconio è di 0.18 barn, paragonata a un valore di 2.4 per il ferro e di 4.5 per il nichel.
Viene utilizzato
principalmente in forma di leghe, ma può essere reperito in monocristalli
puri al 99.99% sotto forma di barre, lastre, fogli e cavi, utilizzati per
superconduttori, innesti chirurgici e componenti di valvole da vuoto.
Il metallo
lavorato a freddo, con una riduzione di sezione del 50% ha un carico di rottura
di 545 MPa, con un
allungamento del 18% e una durezza di 95 Brinell. Il
metallo non legato è difficile da laminare e, solitamente, viene
lavorato alla temperatura di
Lo zirconio
ha una struttura cristallina esagonale compatta che a
Il metallo
non viene attaccato dall’acido nitrico, solforico e
cloridrico, ma viene sciolto dall’acido fluoridrico.
La polvere
di zirconio è molto reattiva e, per la fabbricazione dei metalli
sinterizzati, viene solitamente commercializzata come idruro
di zirconio, ZrH2, contenente circa il 2% di idrogeno, che si
libera quando la polvere viene riscaldata a
Piccole
quantità di zirconio vengono impiegate in molti
acciai. Questo elemento è un potente disossidante, elimina l’azoto e si combina
con lo zolfo,riducendo la fragilità a caldo
dell’acciaio, conferendogli duttilità. Gli acciai allo zirconio
contenenti piccole quantità di zirconio residuo hanno
una struttura a grana fine e sono resistenti all’urto e fatica. Lo zirconio
presente in quantità superiori allo 0.15% forma il solfuro e migliora la
qualità di lavorabilità alle macchine utensili
dell’acciaio.
Le leghe
di zirconio generalmente contengono solo piccole quantità di elementi leganti, aggiunti per conferire resistenza alle
sollecitazioni meccaniche e all’assorbimento di idrogeno. Un esempio è le lega Zircoloy 2,
per parti strutturali di reattori, è composta dall’1.5% di stagno, dallo 0.12%
di ferro, dallo 0.10% di cromo, dallo 0.05% di nichel e per il resto da
zirconio. Il suo carico a rottura è di 470 MPa, l’allungamento è del 37% e la durezza Rockwell B pari a 89; a
Piccole
quantità di zirconio aggiunte al rame induriscono il metallo mediante
l’invecchiamento e ne aumentano il carico a rottura.
Le leghe di rame contenenti anche piccole quantità di zirconio sono dette bronzo allo zirconio. Possono essere
colate molto più facilmente rispetto ai bronzi che hanno titanio e hanno una
buona conduttività elettrica. La lega madre di zirconio-rame, impiegata per
aggiungere zirconio a ottoni e bronzi, viene
commercializzata in qualità contenenti il12.5% e il
35% di zirconio. Un tipico rame allo zirconio per uso elettrico è l’Amzire, è esente da ossigeno, contiene solo lo 0.15%
di zirconio.
La lega di zirconio-ferrosilicati, usata
come legante per l’acciaio, contiene dal 9 al 12% di zirconio, dal 40%
al 47% d silicio, dal 40% al 45%di ferro, e una quantità massima dello 0.20% di
carbonio,anche s sono disponibili altre composizioni per usi speciali, come la lega
SMZ, per getti in ferro ad alta resistenza, contiene il 75% di silicio, il
7% di manganese, il 7% di zirconio e il resto ferro.
Il carburo
di zirconio, ZrC2, viene ottenuto
riscaldando a circa
L’ossicloruro di zirconio, ZrOCl2*8H2O,
è una polvere idrosolubile color crema che viene
impiegata come catalizzatore, nella fabbricazione delle lacche coloranti e nei
rivestimenti per tessuti.
Il sale
fuso di zirconio, usato per raffinare l’alluminio e il magnesio, è tetracloruro
di zirconio, una sostanza igroscopica contenente l’86%
di ZrCl4.
Il solfato
di zirconio, Zr(SO4)*4H2O,
si presenta in minuti cristalli bianchi idrosolubili. Viene
impiegato nei lubrificanti per alta temperatura, come agente precipitante delle
proteine e nel processo di concia per produrre pellami bianchi.
Lo zirconio
solubile è un solfato di sodio e zinco, usato per la precipitazione
delle proteine, come agente stabilizzante per i pigmenti e come opacizzante
nella carta.
Il carbonato
di zirconio viene impiegato negli unguenti usati
nei casi di avvelenamento da contatto con l’arbusto Rhus toxicodendron, poiché lo
zirconio si combina con i gruppi ossidrilici del
veleno urusciolo neutralizzandolo.
L’idruro
di zirconio è stato impiegato come materiale moderatore di neutroni, sebene l’energia di moderazione derivi, probabilmente,
dall’idrogeno.
Le leghe
di zirconio con un alto contenuto di zirconio
hanno pochi utilizzi oltre alle applicazioni nel settore nucleare. Le tubature
di zircoloy engono
impiegate per contenere nei reattori nucleari i cilindretti di
ossido di uranio usati come combustibile, poiché lo zirconio non subisce
ingrossamento dei grani cristallini e deterioramento dovuti alle radiazioni. I materiali
ceramici a base di zirconio sono apprezzati per componenti
elettrici, parti soggette ad alte temperature e rivestimenti refrattari. La polvere
di ossido di zirconio, per i rivestimenti
applicati tramite nebulizzazione alla fiamma, è disponibile sia nella forma
cristallina cubica sia in quella esagonale. Il silicato di zirconio,
ZrSi2, si presenta come polvere composta da
cristalli tetragonali. Il suo punto di fusione è di circa
Polvere
bianca cristallina di biossido di zirconio, ZrO2, densità
relativa di 5.7 g/cm3, durezza di 6.5 nella scala Mohs e indice di rifrazione pari a 2.2. quando è pura ha un
punto di fusione di circa
La zirconia fusa, impiegata come ceramica
refrattaria, ha un funto di fusione di
La zirconia sinterizzata, con una densità di 5.4
g/cm3, ha una resistenza alla trazione di 82 MPa, una resistenza alla compressione di 1380 MPa e una durezza di 1100 sulla scala Knoop.
Il mattone
di zirconia, impiegato per il rivestimento dei
forni elettrici, contiene non più del 94% di zirconia,
sino al 5% di ossido di calcio come stabilizzante e
una certa quantità di silice. Questo materiale fonde a circa
causata da
un’alterazione della struttura del cristallo, i passaggi da una forma
cristallina all’altra costituiscono un fattore importante. Il reticolo
monoclino, con una densità relativa di 5.7 g/cm3, è stabile sino
alla temperatura di
La zirconia viene prodotta dai
minerali zirconici conosciuti come zircone e baddeleyite. Quest’ultimo è un ossido di zirconio
naturale, detto anche zirkite e brazilite, che, però, viene
estratto commercialmente solo dai giacimenti dello stato di Minas
Gerais, in Brasile.
La fibra
di zirconia, impiegata per i tessuti resistenti
ad alte temperature, viene prodotta dalla zirconia con l’aggiunta del 5% circa di calce, che esercita
un’azione stabilizzante. Il materiale è policristallino,
ha un punto di fusione di
Lo zircone
è costituito da silicato di zirconio, ZrO2*SiO2, e
viene ricavato principalmente dalla sabbie di
spiaggia. Le sabbie commerciali, dette anche zirkelite,
zirconite o più semplicemente sabbia di
zircone, vengono prodotte in Florida, Brasile,
India, Sri Lanka, Australia
e Africa occidentale. La sabbia di zircone bianca proveniente
dall’India contiene il 62% di biossido
di zirconio
e meno dell’1% di ferro. Le sabbie di spiaggia del Galles del Sud hanno una
composizione naturale con un contenuto medio del 74% di ircone, mentre lo zircone australiano viene
commercializzato sulla base di biossido di zirconio del 65%. La sabbia di
zircone può essere usata direttamente per la costruzione di mattoni refrattari,
come agente opacizzante nella ceramica e per rivestimenti di stampi. I cristalli
di zircone trasparenti sono apprezzati come gemme, poiché l’elevato indice
di rifrazione conferisce loro una grande brillantezza.
I cristalli naturali incolore sono detti diamanti Matura,
mentre quelli con una colorazione da gialla a rossa sono noti come giacinto.

Lo zirconio è noto da tempo come componente di molte pietre preziose ed in particolare dello
zircone (ZrSiO4): il nome di questo minerale deriverebbe dal termine
arabo "zarcun" che significherebbe color
rosso vivo (Devoto-Oli) o dal greco hyakinthos =
pietra preziosa deformato dai commercianti medio-orientali
in "jacunta" (Zingarelli).
Da uno zircone di Ceylon M. H.
Klaproth estrasse l'ossido (ZrO2) nel 1789
e nel 1829 lo svedese J. J. Berzelius ricavò un
campione impuro del metallo dalla riduzione:
K2ZrF6
+ 4 Na <=> 2 KF + 4 NaF + Zr
Il metallo ottenuto era estremamente impuro e solo nel 1925 gli olandesi A. E. van Arkel e J. H. de Boer ottennero il metallo
puro per decomposizione termica su filamento di tungsteno del tetraioduro.
Lo zirconio
viene prodotto commercialmente con due metodi diversi.
Il primosegue la tecnica messa a punto da W. Kroll
che prevede la produzione del tetracloruro, sua distillazione frazionata per
purificarlo e riduzione a circa 1000° C su magnesio fuso in atmosfera di Ar:
ZrCl4
+ 2 Mg <=> Zr + 2 MgCl2
Il cloruro di magnesio viene rimosso per trattamento con acqua e HCl diluito o per distillazione. In questo caso si ottiene zirconio spugnoso che viene macinato lavato con acqua regia e fuso in lingotti sotto vuoto o in atmosfera di Ar. L'altra tecnica seguita è quella messa a punto da van Arkel e de Boer che prevede l'utilizzo di zirconio impuro come materiale di partenza. Il metallo viene posto sotto vuoto in un recipiente con iodio: a 200° C ZrI4 volatilizza e raggiunge un filamento di tungsteno a 1300° C dove il tetraioduro si decompone depositando Zr purissimo sul filamento. Al crescere del deposito la corrente viene modificata in modo da mantenere costante la temperatura di decomposizione.
Per
l’utilizzo e l’impianto di protesi ortopediche per le ginocchia, le tecniche
finora utilizzate consentivano di realizzare protesi in grado di resistere
circa un decennio, per poi richiedere un ulteriore
interveto chirurgico per riportare la protesi ad essere nuovamente efficiente.
Tutto ciò comportava il fatto di poter eseguire le operazione
quasi esclusivamente su persone anziane, le quali sollecitano meno le
articolazioni. Infatti le persone giovani, con la loro
attività motoria superiore, porterebbero le protesi ad un logorio notevole e in
ancora meno tempo, riducendosi a dover subire innumerevoli interventi. Quindi il problema sta nel sostituire le vecchie tipologie
di protesi con altre più innovative e utili.

Il sistema precedentemente usato per la costruzione di articolazioni
artificiali prevedeva l’utilizzo di una base di Co - Cr, su cui veniva incollata tramite uno speciale cemento
uno spessore di polietilene ad alta densità (PE h.d.).
Il disegno della protesi rimane comunque lo stesso, variando esclusivamente il
materiale.
La novità
sta nell’utilizzare un metallo coperto da un sottile strato del suo stesso
ossido, quest’ultimo sotto forma di materiale ceramico.
Il metallo preso in considerazione
è una lega di zirconio.
Per quest’applicazione si utilizza
una lega di zirconio con l’aggiunta di una piccola quantità di niobio. Tale
aggiunta serve per innalzare le proprietà meccaniche e fisiche.
Questa lega viene
ossidata per creare uno strato superficiale ceramico molto duro, ottenendo così
un materiale che combina le proprietà di ceramico e metallo.
Con questo sistema si riduce
sensibilmente il problema critico dei residui prodotti nella zona trapiantata a
causa dell’usura, conseguenza dello strofinio tra le facce dell’articolazione.

È stato
sviluppato un apposito sistema per avere una
superficie ceramica con drastico aumento della durezza e della scorrevolezza su
un componente avente la forma di un ginocchio umano. Questa caratteristico si
ottiene tramite un processo ad alta temperatura, il quale trasforma la superficie
del metallo zirconio in zirconia, un ossido ceramico.
Lo spessore dell’ossido è di circa 5 micron al di sotto della
superficie originaria del metallo. Nella zona immediatamente sottostante
all’ossido è presente una zona di metallo di transizione, dove è presente un
forte gradiente di concentrazione dell’ossigeno, scongiurando così una brusca
variazione nelle proprietà meccaniche e aumentando l’adesione della zona
ceramica. Al di sotto di questa zona di transizione vi
è il metallo inalterato.

La lega di zirconio va molto bene anche se paragonata ad altri materiali alternativi. Se ad esempio la confrontiamo con i materiali interamente ceramici possiamo stabilire che questi ultimi non sono molto adatti alla realizzazione di protesi perchè sono si molto duri e hanno un basso coefficiente d’attrito, però sono anche estremamente fragili ed è presente la possibilità (seppur abbastanza remota) di cedimento catastrofico della struttura.

L’ossido di zirconio ha una
resistenza più che sufficiente per lo scopo pensato, avendo sopportato un
carico di
Il
vantaggio più importante che può offrire l’ossido di zirconio rispetto alle
altre protesi metalliche è la superiore resistenza
all’usura. Talvolta sulla superficie metallica della protesi si possono formare
delle microincisioni dovute all’usura, così da rendere la superficie rugosa a
tal punto da iniziare ad asportare il PE tibiale, sul quale scorrono i componenti femorali. Così facendo si rovinano gli elementi
della protesi, obbligando chi la porta a subire un intervento per rimediare.
L’ossido di zirconio è un’eccezione
a questo fatto, riducendo di oltre la metà il
coefficiente d’attrito rispetto a Co-Cr. La zirconia è stata testata per permettere il confronto con la
precedente
soluzione e si è trovato che riduce la velocità di
asportazione del PE dell’85%.
Da questi fatti si può stabilire
che lo zirconio dà la possibilità, soprattutto pensando ai pazienti ancora in
giovane età, di poter mantenere un livello di vita pari a chi non soffre questo
tipo di problema, allungando notevolmente la durata in condizioni
ottimali delle protesi, così da diminuire il numero di interventi
chirurgici.
Ormai si contano circa 600000
impianti di questo genere ogni anno.
Per la sua
elevata resistenza alla corrosione lo zirconio viene
impiegato in alcuni impianti chimici al posto dell'acciaio inossidabile, del
titanio o del tantalio. Viene inoltre impiegato in
leghe con l'acciaio o con il niobio per formare uno dei più usati materiali
nell'industria dei superconduttori. Lo zirconio è principalmente usato per
rivestire le barre di ossido di uranio nel nocciolo
dei reattori nucleari raffreddati ad acqua. Si usa una lega contenente circa
1.5% di stagno in quanto quest'ultima presenta proprietà meccaniche e
resistenza alla corrosione che non variano in presenza
di radioattività. Inoltre lo zirconio ha un coefficiente di assorbimento
dei neutroni termici estremamente basso. Riguardo a quest'ultima proprietà un
problema è costituito dalla presenza di afnio che si
trova sempre nei minerali di zirconio. Poichè il
coefficiente di assorbimento dell'afnio nei confronti
dei neutroni è circa 600 volte più grande di quello dello zirconio, in caso di
uso nei reattori Hf deve essere rimosso. La presenza di afnio viene ridotta a circa 100 ppm sfruttando la
differente solubilità dei nitrati degli elementi in tri-n-butil
fosfato o dei tiocianati in metil
isobutil chetone. Inoltre è
utilizzato anche in campo odontoiatrico per realizzare protesi dentarie.
“Manuale
dei materiali”, G. S. Brady – H.
S. Clauser, ed. Tecniche nuove