Materiali e tecnologie per le unita' a disco rigido
  Tecnologia MR

 

Introduzione

Le testine di lettura/scrittura

Tecnologia MR

Tecnologia GMR

L'interfaccia disco/testine

I dischi

Sviluppi futuri

Bibliografia

 

Vediamo ora piu' in dettaglio su cosa si basa l'effetto magnetoresistivo. In un materiale magnetoresistivo (ad esempio FeNi) la velocita' di movimento degli elettroni di conduzione varia a seconda che la loro direzione sia o meno parallela all'orientazione magnetica del substrato (effetto magnetoresistivo). Piu' precisamente, nel caso gli elettroni si muovano nella stessa direzione della polarizzazione magnetica la loro velocita' e' minima, e quindi la resistenza che viene misurata e' massima. Questo fenomeno costituisce la base del sistema di lettura dei dati archiviati sulla superficie del piatto di un hard disk: a seconda del verso della magnetizzazione che caratterizza l'area sulla quale staziona l'elemento sensibile, la resistenza sara' alta o bassa e l'elemento di informazione verra' interpretato come 1 o come 0.

 

Schema di una moderna testina magnetoresistiva.

 

Due strati protettivi isolano il sensore magnetoresistivo dai campi magnetici adiacenti, in modo da evitare disturbi in fase di lettura. Uno dei due strati possiede anche la funzione di polo magnetico dell'elemento di scrittura. La soluzione piu' comunemente adottata nella realizzazione delle testine di lettura-scrittura consiste infatti nell'utilizzare due dispositivi di lettura-scrittura distinti, che pero' condividono gli stessi strati di materiale. Questo comporta dei notevoli vantaggi in fase di realizzazione, in quanto e' possibile ottenere un'integrazione piu' spinta mantenendo comunque una funzionalita' ottimale di entrambi gli elementi.

 

L'elemento magnetoresistivo (lettura) e quello magnetoinduttivo (scrittura) sono distinti, ma utilizzano gli stessi layer di materiale.

 

Il sensore magnetoresistivo e' collegato a due contatti ohmici che hanno lo scopo di condurre la corrente di polarizzazione e di monitorare la resistenza del dispositivo. Quest'ultimo viene polarizzato con una corrente costante, e la variazione di resistenza viene rilevata come una variazione di potenziale elettrico, opportunamente amplificata. La realizzazione pratica degli elementi magnetoresistivi prevede, oltre al layer sensibile in NiFe, la presenza di uno strato a bassa coercitivita' (Soft Adiacent Layer), separato da un film di materiale ad alta resistenza elettrica:

 

Schema di un sensore magnetoresistivo a tecnologia SAL (Soft Adiacent Layer). La corrente di polarizzazione (bias) misura costantemente la resistenza dello strato attivo.

 

L'utilizzo della tecnica SAL consente una linearizzazione della curva di calibrazione del sensore magnetoresistivo.

 

Questo accorgimento ha lo scopo di linearizzare la curva di calibrazione del sensore (altrimenti molto lontana dall' idealita') facendo in modo che il campo magnetico prodotto dalla corrente di polarizzazione per effetto magnetoinduttivo vada a saturare il SAL, determinando una rotazione della polarizzazione magnetica.

 

Curva di calibrazione di un sensore magnetoresistivo, caratterizzata da un andamento simmetrico rispetto all'orientazione del campo magnetico applicato.

 

Un campo magnetico fisso, inoltre, viene applicato costantemente in direzione longitudinale da un'ulteriore strato (hard bias layer) al fine di stabilire un dominio magnetico unico nell'elemento sensibile (polarizzazione orizzontale). Senza scendere nei particolari, questo accorgimento ha lo scopo di ridurre il rumore magnetico e permettere quindi una lettura piu' "nitida". La polarizzazione magnetica del sensore variera' dunque la sua direzione da parallela a perpendicolare alla superficie del disco a seconda che su quest'ultimo sia presente o meno un campo magnetico trasversale (ovvero che il bit di informazione dell'elemento di superficie del disco a contatto con il sensore sia settato a 1 o a 0): se non viene applicato nessun campo magnetico trasversale, l'orientazione magnetica dell'elemento sensibile e' parallela alla superficie del disco e al flusso degli elettroni; come si e' visto, in questa situazione la resistenza del materiale e' massima. Un campo magnetico trasversale al contrario e' in grado di cambiare l'orientazione della polarizzazione determinando un abbassamento della resistenza.

Occorre tenere presente che la sensibilita' degli elementi magnetoresistivi e' molto bassa (2% circa del segnale), impedendo, di fatto, la riduzione delle dimensioni delle testine oltre un certo limite, pena la diminuzione eccessiva del rapporto segnale/rumore. Cio' ha portato alla ricerca di soluzioni alternative ancora prima che le testine magnetoresistive (che oggi costituiscono lo standard "de facto") facessero la loro comparsa sul mercato.

 

Le testine di lettura/scrittura