Attività di Laboratorio

 

 

Conduzione del Trattamento

 

 

Lo scopo di quest’esercitazione quella di effettuare un trattamento termico di solubilizzazione e invecchiamento su di una lega di Alluminio. Il materiale da trattare è la lega commerciale 7020 contenente circa il 4,3% di Zinco e l’1,2% di Magnesio, addizionata di una piccola quantità di Scandio (circa lo 0,4%). Questa lega possiede un punto di liquidus di 635°C e una di solidus di 477°C.

Il materiale da testare è pervenuto sotto forma di tubo (diametro 36mm, spessore 2mm), che è stato tagliato in 12 sezioni della lunghezza di circa 3cm. Ciascuna sezione è stata numerata per rendere possibile l’identificazione dei vari provini durante il decorso dei trattamenti. La fase iniziale del trattamento termico prevede una ricottura di solubilizzazione a 460°C; per un errore di taratura del forno utilizzato nel trattamento in realtà la temperatura della camera si è attestata a 550°C, producendo degli effetti indesiderati. Infatti, sulla superficie dei provini, soprattutto quella esterna, si sono evidenziate delle bolle.

 

Figura 1. Campione dopo Tempra

 

Le dimensioni di questi difetti sono omogenee, con spessore di qualche decimo di millimetro e lunghezza di 2mm al massimo. La maggior parte dei blisters si è aperto verso l’esterno, rendendo localmente cedevole lo strato di metallo più esterna.

 

Figura 2. Sezione trasversale di un provino in prossimità della superficie esterna. Ingrandimento 200X.

 

Da un’analisi successiva si è notato che questi difetti si concentrano nella zona superficiale compresa tra la zona più esterna, a microstruttura compatta, e quella leggermente più interna, con microstruttura molto regolare. Questa differenza nella differenza di microstruttura è dovuta alla lavorazione per deformazione plastica – estrusione/trafilatura – che il manufatto ha subito, producendo un’orientazione preferenziale dei grani cristallini in senso longitudinale.

 

Figura 3. Sezione Longitudinale. Ingrandimento 200X.

 

Il trattamento di solubilizzazione ha avuto una durata di 3h, al termine delle quali i provini sono stati estratti dal forno e immediatamente temprati in acqua a temperatura ambiente.

In seguito tutti i provini sono stati posti in un Dewar con Azoto liquido per realizzare un trattamento criogenico. I meccanismi e i vantaggi di tali trattamenti a bassa temperatura non sono ancora ben compresi; la permanenza a temperature prossime allo zero assoluto ha come effetto principale la generazione di una microstruttura molto fine, densa e compatta, con indiscutibili vantaggi sulla resistenza all’usura e all’abrasione. La durezza dei provini dopo tale trattamento è rimasta simile a quella mostrata nei momenti successivi alla tempra; ciò potrebbe significare che il trattamento non ha avuto successo, anche se, per verificare i cambiamenti microstrutturali previsti, sarebbe stata migliore un’indagine tramite SEM o TEM. Sicuramente, alla temperatura di 88K, nessun processo di invecchiamento naturale ha avuto inizio.

All’esaurimento dell’Azoto liquido, i provini sono stati posti in forno per il trattamento di invecchiamento artificiale, costituito da 2 fasi. Una prima alla temperatura di 90°C per 15ore, e una successiva alla temperatura di 160°C per un tempo variabile. La seconda fase ha avuto una durata di circa due settimane, nelle quali i provini sono stati estratti dal forno a determinati intervalli temporali; dopo ogni estrazione è stata misurata la durezza Brinell dei provini e quindi rimessi subito in forno per la continuazione del trattamento termico.

 

 

Prove di Durezza Brinell

 

Nel primo giorno di invecchiamento la misura della durezza è stata effettuata ad intervalli di mezz’ora (per un totale di 15 prove); nei giorni successivi, per assecondare l’andamento teorico della curva, le prove di durezza sono state effettuate ad intervalli temporali crescenti. I risultati ottenuti nelle prove sono riportati nella seguente tabella.

 

N° Prova

Tempo (Ore)

Durezza (HB)

Giorno 1

1

0,58

97

 

2

1,08

87

 

3

1,58

104

 

4

2,08

113

 

5

2,58

131

 

6

3,08

* 159 *

 

7

3,58

* 159 *

 

8

4,08

155

 

9

4,58

151

 

10

5,08

150

 

11

5,58

146

 

12

6,58

146

 

13

8,58

103

 

14

9,08

131

 

15

10,08

131

Giorno 2

16

25,08

128

 

17

31,33

128

Giorno 3

18

48,58

128

 

19

55,08

125

Giorno 4

20

74,08

124

Giorno 5

21

96,08

118

Giorno 6

22

121,58

115

Giorno 12

23

289,58

104

 

Dall’analisi dei risultati si nota che la durezza massima viene raggiunta con un invecchiamento della durata di 3,5 – 4 ore, e si attesta sul valore di 159HB; per confronto, la durezza del materiale dopo tempra è di 105HB.

 

 

Si può affermare quindi che questo trattamento termico ha conferito alla lega un indurimento pari al 150% del valore di durezza che la lega mostra dopo la tempra.

Come si può notare dal grafico (con scala temporale logaritmica), i valori della durezza aumentano rapidamente nelle prime ore di trattamento, fino al raggiungimento del valore massimo. In seguito, per l’intervento dei fenomeni di overaging, la durezza diminuisce molto lentamente fino a raggiungere, dopo circa 10 giorni, valori comparabili a quelli del materiale prima del trattamento termico. La durezza si mantiene su valori superiori al 130% del valore iniziale per un tempo abbastanza lungo, di circa 9-10ore.

Si possono notare anche due punti anomali: uno all’inizio del trattamento e uno dopo circa 8,5ore; i rispettivi valori di durezza si discostano molto dall’andamento generale, presentando valori inferiori rispetto ai punti immediatamente adiacenti. Si è però riscontrato che questi valori appartengono allo stesso provino; perciò, vista la scarsa affidabilità di tale provino, è stato escluso dalla prove successive. Probabilmente la morfologia superficiale di tale provino, che presentava gli effetti più marcati della comparsa di blisters, ha influito notevolmente sull’affidabilità della prova di durezza.

 

 

 

 

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